Quaderni di birdwatching Anno V - vol. 9 - aprile 2003

Hotspots

TITOLO
di Fausta Lui

Averla bruna
foto L. Marcazzan

Domenica 19 gennaio di quest’anno: una trentina di persone provenienti da mezza Italia (Milano, Pavia, Alessandria, Bolzano…) si ritrovano al casello di Modena Nord. L’appuntamento non è per una partita di serie A o per un concerto rock: l’obiettivo della giornata è l’Averla bruna, prima osservazione per l’Italia, che gli operatori della Stazione Ornitologica Modenese (Carlo Giannella e Raffaele Gemmato, con l’aiuto di Marco Pesente) hanno avvistato ed inanellato qualche giorno prima alla Tomina, nelle Valli di Mirandola.

Quando arriviamo in zona ci sono già numerosi altri birders, ed alla fine della giornata una stima approssimativa sarà di forse una ottantina di visitatori. Molti ce n’erano anche il giorno prima, e molti ancora verranno nelle settimane successive; dando origine ad un fenomeno di "twitching" di dimensioni finora probabilmente sconosciute per l’Italia, reso possibile anche dalla "disponibilità" della Averla che si ferma ancora fino ai primi di febbraio.

Le Valli di Mirandola hanno accesso libero e non esiste un centro visitatori, quindi una stima precisa delle presenze è difficile. Circa 150 birders hanno risposto alla richiesta, diffusa nei giorni seguenti attraverso EBN Italia ed alcune altre liste di posta elettronica, di segnalare la propria presenza nelle Valli; questa è certamente una sottostima, ed il totale dovrebbe essere probabilmente molto oltre il doppio. Notevole anche la varietà nella provenienza: nei "giorni dell’Averla bruna" le Valli hanno accolto visitatori da tutta Italia (Lombardia, Liguria, Piemonte, Veneto, Toscana, Friuli, Puglia, Sicilia…), oltre ad alcuni accaniti twitchers provenienti da Francia, Svizzera, Belgio, Olanda, Svezia.

Al di là dell’interesse per la specie accidentale, che qualcuno potrà forse guardare con un po’ di scetticismo ("non ci sarà un pizzico di follia in chi viaggia per centinaia o migliaia di chilometri per vedere un uccelletto?") vi sono indubbiamente vari aspetti positivi in questa vicenda. Innanzitutto, per tutti i birders che ancora non conoscevano le Valli di Mirandola vi è stata la grande sorpresa di trovare, proprio nel cuore di una Pianura Padana impoverita di risorse naturali dalla forte antropizzazione, una zona che la tenacia di alcuni appassionati, e la disponibilità dei proprietari e di alcuni enti pubblici, ha reso un piccolo paradiso per la fauna selvatica; l’Averla bruna ha quindi attirato l’attenzione su un caso concreto di corretta gestione del territorio.

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Naturalmente non sono mancati timori, certamente fondati, di un possibile disturbo arrecato dai numerosissimi visitatori non solo all’Averla, ma soprattutto all’ambiente ed al resto dell’avifauna presente. Fortunatamente questi timori hanno avuto una risposta tutto sommato positiva: infatti, non si sono presentati grossi problemi, ed alcune voci girate di possibili comportamenti scorretti hanno avuto il merito di stimolare una riflessione sull’argomento delle cautele da adottare in questo tipo di situazione, argomento che diventerà certamente via via più critico con la maggiore diffusione del birdwatching. Anche il birdwatching stesso, che in Italia è finora un’attività poco conosciuta e talora guardata con un certo sospetto, ha acquisito visibilità in questa situazione: articoli sono comparsi sui giornali locali, e molte persone del tutto digiune dell’argomento, incuriosite dalla folla con binocoli e cannocchiali, hanno chiesto informazioni e si sono fermate a guardare e fotografare. Se qualcuna di queste persone comprerà mai un binocolo ed una guida da campo, o anche semplicemente se guarderà con meno diffidenza a "quelli coi cannocchiali", possiamo dire che la "mitica" Averla bruna della Tomina avrà avuto anche questo merito, oltre a quello di avere fatto felici centinaia di birders.

L’Averla bruna (Lanius cristatus cristatus) è accidentale per la regione Paleartica occidentale. Nidifica in un’ampia area della Siberia centro-orientale e della Mongolia settentrionale (in rosso). Sverna in Cina meridionale, Indocina, Sumatra e Borneo, e a occidente, in India, Punjab fino a Ceylon e Isole Andamane. Il soggetto della Mirandola, giovane 1° inverno, ha verosimilmente volato fin lì per non meno di 5.000 km. Il fenomeno è spiegato in questo numero di Quaderni di birdwatching come Migrazione erronea o accidentale.



2003, Quaderni di birdwatching

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