A PRIMA VOLTA che ho fatto del birdwatching in Nordamerica, in Canada per lesattezza, sono rimasto allibito. Peter, la nostra guida e maestro, si esibiva in strani suoni fruscianti e bavosi, che lui chiamava "pishing" e che io mi sarei vergognato di produrre in pubblico, ma che avevano il magico potere di far comparire dal nulla orde di uccelli, nel bel mezzo di una foresta boreale deserta fino ad un attimo prima. A sua volta anche Peter mostrava una certa sorpresa; un giorno mi disse:
"Voi birders europei siete molto bravi, riuscite a scovare gli uccelli a vista. Noi invece ci mettiamo di fronte a un ambiente che ci sembra adatto, facciamo il pishing e gli uccelli vengono a farsi vedere da soli."
"Bravo gli dissi io e se gli uccelli non saltano fuori da soli?"
"Allora quello non è il posto giusto, ci spostiamo e andiamo a fare pishing da unaltra parte."
Assieme al binocolo, il pishing è lo strumento basilare dei birders doltre Atlantico. Il meccanismo era sempre quello: lo strano rumore attirava i primi uccelli, i quali tutti eccitati cominciavano a emettere i loro richiami che a loro volta mettevano in agitazione tutta la foresta, attirando in breve ogni altro uccello del circondario, che accorreva a vedere quale fosse la causa del trambusto.
Una mattina, svegliatomi prestissimo prima di tutti gli altri, sono uscito da solo e, in assenza di testimoni, ho provato a imitare il pishing. Senza dubbio una pessima imitazione, e per di più avrà avuto pure un accento italiano, ma dal cespuglio di fronte a me è saltato fuori di tutto: a parte le due specie di Chickadee (versione locale delle cince, sempre le prime ad arrivare) sono comparse diverse parule di specie miste, tordi e (incredibile) un glorioso Ciuffolotto delle pinete che si è messo a studiarmi da meno di due metri di distanza.
Una volta tornato a casa, ho subito voluto provare a importare il metodo. A dire il vero, qui da noi le specie di foresta sono davvero pochine: a parte le Cince e i Codibugnoli, e anche questi di rado, ho riscosso ben poco successo. Fuori dal bosco, poi, un fallimento quasi completo. Come mai? Vai a sapere! Comunque mi ero quasi del tutto scordato del pishing e lo avevo relegato tra gli aneddoti da raccontare.
Fino a che non sono uscito sul campo con Andrea Corso. Andrea ha sviluppato (non ho mai osato chiedergli dopo quanti tentativi a vuoto) una sua versione del pishing, una traduzione italiana che funziona, eccome!
Invece del classico pishhh-pishhh-pishhh-pishhh americano, sibilante e diuretico, il pishing di Andrea è fragoroso ed esplosivo, accentato ed in crescendo sul finale. Impossibile, in entrambi i casi, descrivere con le parole, lunico modo per rendersi conto è ascoltare. E comunque probabile che molte altre variazioni sul tema possano essere altrettanto efficaci, basta solo avere il tempo a la pazienza di sperimentare.
Inutile chiedere in giro per quale motivo gli uccelli siano attirati dal pishing: riceverete infinite risposte, alcune ragionevoli, altre abbastanza bizzarre. Non state dunque a perdere tempo a indagare sul perché, imparate piuttosto come, dove e con quali specie funziona, in modo da metterlo in pratica al meglio.
Le regole, se così si possono chiamare, sono poche, semplici e, soprattutto, possono sempre essere sovvertite. Ecco qui una specie di decalogo.