The Big Year 2015

Menotti Passarella vince il Big Year 2015 con 354 specie

Menotti Passarella è il vincitore del secondo Big Year italiano con 354 specie. Menotti ha voluto aggiudicarsi questa edizione con una costanza e una forza am- mirevoli, dopo essere arrivato terzo in quella di tre anni fa. È sempre stato in testa, fin dal primo mese e non ha mai concesso spazio agli avversari. Si tratta peraltro del record assoluto della ancor breve competizione italiana. Menotti ha scelto di non andare in Sardegna e pertanto il suo risultato è ancora più eclatante perché ha perso alcune specie tipiche che non potevano essere osservate altrove, ma ha visitato più volte diverse aree del continente, la Sicilia e alcune isole minori (Elba, Pianosa, Montecristo). È stato a fine ottobre una seconda volta in Sicilia e poi a Linosa.

Le sue rarità (pari al 5,9%) comprendono Calandro maggiore, Codirosso algerino, Culbianco isabellino, Gabbiano testagrigia, Labbo codalunga, Luì di Hume, Luì forestiero, Marzaiola americana, Mugnaiaccio, Nibbio bianco, Oca collorosso, Oca colombaccio, lombardella minore, Pigliamosche pettirosso, Piovanello pettorale, violetto, Piro piro del Terek, Sterna codalunga, Trombettiere, Zigolo delle nevi, Zigolo golarossa.

Al secondo posto c’è la grande novità di Guido Perdisa (328), staccato da Passarella di ben 26 spe- cie. Curiosamente, Guido era secondo anche il pri- mo mese di gara, poi ha avuto, nel corso dell’anno, diversi alti e bassi per motivi familiari, ma ha concluso con un inaspettato secondo posto!

Terzo, lo sfortunatissimo Davide De Rosa, con 320 specie. Davide fino a settembre è stato in corsa per il secondo posto, poi, come sapete, un in- cidente d’auto lo ha fermato. Quarto un bravissimo Moreno Nalin che nell’ultimo mese ha recuperato due posizioni (+15 specie), bruciando l’ottimo Under 21 Vincenzo Alfano (309 specie, neo Birder of the Year) e Brian Perroud (quinto, 308 specie) che nel corso del primo semestre dell’anno era stato anche terzo in classifica.

Le specie complessivamente segnalate sono state 392, una in più rispetto al 2012. Abbiamo imparato già tre anni fa che il Big Year si fa con una mi- nuziosa programmazione del territorio per le specie regolari. Tra i nidificanti regolari si conferma che una delle specie più difficili è la Bigia grossa (ri- portata 8 volte dai primi 100). Tanto per fare un confronto con specie di ambienti simili, la Bigia pa- dovana è stata riportata da 20 partecipanti, il Ciuf- folotto scarlatto da 14. L’Allocco degli Urali è tra i nidificanti, la specie più rara da contattare, riportata solo da 2. In generale, si nota che il Sud e le Isole, soprattutto la Sardegna, sono poco considerati. Una prova?

La Gallina prataiola è stata riportata da solo 3 tra i primi 100, la Pernice sarda da 4, l’Aquila di Bonelli da 5, il Pollo sultano da 16. Non solo, c’è stata una scarsissima propensione a cercarsi specie localizzate ma non difficili, come il Venturone corso, riportato solo da 9, il Picchio dalmatino solo da 4, la Magnanina sarda da 10. Sono dati che fanno riflettere su quelle che potrebbero essere le poten- zialità del nostro Paese, se il Sud e le Isole fossero meglio esplorati e conosciuti.

Per quanto riguarda le rarità, nel 2015 queste hanno assommato a 32 specie, stesso numero del 2012, ma con una maggiore facilità di contatto. Al- meno 25 delle 32 sono state segnalate da più di un osservatore in quanto “long-staying vagrants”. Nel 2012 erano state 17.

La classifica dei primi 20 prosegue così: Melandri Pietro 301, Crivellari Marco 293, Prada Lorenzo, Toller Matteo 284 Bonvicini Piero 281, Cargasacchi Matteo 278, Tarozzi Andrea 277, Castellani Renato, Pirotta Giuliana e Speranza Giuseppe 275

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