Meeting 2014 Terre di Verdi

Dal 23 al 25 maggio siamo ritornati in Emilia per l’ annuale meeting nazionale, il XXIV.

Siamo tornati in Emilia dunque per vedere uccelli ma per aspetti amicali compresi quelli conviviali, legati all´ottima cucina parmense. Non a caso, venerdì ci siamo trovati per i primi convenevoli in un tipico locale, la "Trattoria Vernizzi" di Frescarolo, dove abbiamo gustato le celeberrime specialità del luogo che pare piacessero, anche a Verdi, di cui il locale è pieno di molti cimeli.

La giornata di sabato è stata interamente dedicata, come da programma, la birdwatching. Ci guida Maurizio Ravasini che ha in serbo per noi la visita di alcune aree private che lui stesso ha contribuito a proteggere e a valorizzare con interventi specifici di rinaturalizzazione. Cerchiamo che ottimizzare il numero di birders seduti in ciascuna auto ma ci accorgiamo di essere in 14 veicoli e ben 60 partecipanti !

L´Averla cenerina - foto Fabio Gnoni -

Per i visiting birders la campagna parmense ha un fascino particolare in quanto non appare come la solita Padania a cui molti sono abituati. Ci sono moltissimi campi ad erba medica, fieno, maggese alternati a pascolo, che offrono all’avifauna delle aree di pianura, possibilità di alimentazione e di nidificazione. I semi dell’erba medica sono molto apprezzati dai roditori e i roditori…dai rapaci ! Tutto questo, è bene ricordarlo, grazie al parmigiano, il formaggio italiano più famoso al mondo, che possiamo dire, fa bene anche all’ambiente.

La prima area che visitiamo è un’azienda faunistica venatoria dove sono state da Ravasini, ricreate diverse vasche per complessivi 15 ha. Qui vediamo un gruppo di 8 Spatole, una Cicogna nera, alcuni Ibis sacri e Chiurli maggiori. Grande quantità di Cavalieri d’Italia e di Pavoncelle in nidificazione. Uno di noi osserva anche una rara Averla capirossa e vediamo la prima Averla piccola. Nel canneto cantano Cannaiola e Cannaiola verdognola (lifer per i birders pugliesi e romani), Cannareccione, Mignattino piombato. C’è anche un maschio di Marzaiola…

Nel pomeriggio, ci spostiamo di diversi chilometri per cercare di osservare l’Occhione sul Taro, ma ci va male. Vediamo Corriere piccolo e una trentina di Gabbiani reali che fanno il bagno.

Il gruppo sul greto del Taro

Di ritorno, ci consoliamo invece con i Grillai e i Falchi cuculi che sono appena arrivati a nidificare nella Bassa parmense. Una coppia di Falchi cuculi aveva già preso possesso del nido. In questo sito, alcuni di noi, riescono a vedere la rara Averla cenerina.

Ma lo spettacolo finale Ravasini ce lo riserva nel tardo pomeriggio: ci fa visitare un’area privata dove sono presenti le poche coppie di Albanella minore che resistono in ambienti di agricoltura estensiva. Questo ambiente lo ha salvato lui, evitando che l´erpice distrugga tutto. Assistiamo a scene mai viste prima come il passaggio della preda dal maschio alla femmina, le evoluzioni nuziali dei due partner, le scaramucce tra coppie contigue. Molto bello ! Veramente unico ! Ci sono poi Gruccioni e Sterpazzole in canto. Pensare di essere in un ambiente padano e sentire le Sterpazzole, è una novità per molti di noi.

Si cena a “La Fontana” di Carzeto di Soragna con torta fritta, culatello e anodini in brodo.

Domenica si inaugura la saletta congressi di casa Ravasini, ristrutturata solo per l’occasione e solo per noi, con il Convegno internazionale su “Il birdwatching incontra l’ornitologia 14 anni dopo”. Nel contempo, viene aperta l’Assemblea con la relazione sulle attività sociali dell’ultimo triennio da parte del Presidente.

L´apertura dell´Assemblea

Sono presenti molti amici e nel parterre spiccano il professor Mauro Fasola, il direttore del Centro Naturalistico di San Marino, Suzzi Valli, il presidente dell’associazione svizzera Ficedula, Lardelli, la direttrice del Parco Arcipelago Toscano, Zanichelli, l’ex direttore della LIPU Gariboldi, uno dei principali fondatori della LIPU, Mezzatesta, il presidente dell’Associazione Ornitologi dell’Emilia Romagna, Tinarelli e il padre dell’ornitologia italiana moderna, Pierandrea Brichetti.

Per sdrammatizzare un contesto così di rilievo, inizia a parlarci di rarità il nostro Ottavio Janni che peraltro è segretario della Commissione Ornitologica Italiana. Ottavio analizza a distanza di 10 anni se le sue stesse previsioni sull’arrivo di nuove specie accidentali durante il convegno a Trezzo sull’Oglio, siano state rispettate. Ne abbiamo previste 7 su 10, l´Averla mascherata, latita ancora...

Roberto Lardelli analizza invece la copertura dell’atlante italiano riguardo alcune specie nidificanti rare come la Balia dal collare, Re di quaglie, Pittima reale.

Chiude le relazioni della mattinata Roberto Tinarelli che ci parla dell’andamento delle presenze di Ghiandaia marina, Falco cuculo e Falco grillaio in Emilia Romagna. Colonizzazioni importanti scoperte praticamente per caso.

Il pranzo sociale viene splendidamente servito all’aperto, nella prestigiosa cornice di Villa Calvi che oltre a noi, ospita un raduno di “500”. C´è in tavolo d´onore con praticamente tutta l´ornitologia italiana.

L´ornitologia italiana presente a Busseto 2014.

Nel pomeriggio Mauro Fasola ci parla della situazione delle garzaie padane, monitorate ormai da 35 anni dall’Università di Pavia, presentando risultati inaspettati sulle preferenze trofiche. L´avreste mai detto che una parte della dieta di queste specie è sul gambero della Luisiana? Il trend è positivo per tutte, ma Garzetta e Nitticora hanno avuto recentemente delle flessioni.

Francesco Mezzatesta invece ci presenta il Gruppo Italiano Rondoni e il suo nuovo libro sulla storia della LIPU “La casa delle aquile ferite”.

Pierandrea Brichetti parla della storia dell’ornitologia italiana, tratteggiata con le foto delle sue innumerevoli attività sul campo, celebrate poi dall’uscita del 10° volume di Ornitologia italiana.

Mentre si concludono le operazioni di voto per il rinnovo del Consiglio direttivo il padrone di casa, Ravasini ci fa vedere alcune delle sue ultime foto di Grillaio, partendo dall’assunto che “nell’identificazione, nulla è dato per scontato”. Il primo Grillaio nidificante nel Parmense, era stato identificato infatti come un Gheppio.

In conclusione, un convegno ben apprezzato in una location esclusiva, con interventi sintetici e precisi, che hanno tratteggiato anche parte della storia dell’ornitologia italiana, il cui volto -a detta degli stessi relatori, qualcuno magari ritratterà sotto tortura- è stato rapidamente cambiato dall’avvento di EBN Italia.

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