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L GABBIANO CORSO (Larus audouinii Payraudeau, 1826) è un gabbiano il cui areale di distribuzione è circoscritto al solo bacino del Mediterraneo ed ampliato alle coste atlantiche del Nord Africa durante il periodo di svernamento: la specie, pertanto, viene definita "endemica" del Mediterraneo.
BirdLife International individua il Gabbiano corso come specie prossima alla minaccia classificandola near threatened, a causa di queste sue caratteristiche di endemicità e per la sua distribuzione all'interno del bacino Mediterraneo. Infatti, circa il 70% delle coppie nidificanti è localizzato in due sole super-colonie in Spagna, quella del Delta dell'Ebro e quella delle Isole Chafarinas.
La restante parte della popolazione è distribuita nel resto del Mediterraneo fino alle coste occidentali della Turchia. L'Italia occupa il secondo posto per numero di coppie nidificanti, circa 1300 dagli ultimi censimenti dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. Tuttavia, anche in Italia la distribuzione di queste coppie è estremamente localizzata tra la Sardegna e le isole dell'Arcipelago Toscano. Al di fuori di quest'area le altre colonie sono presenti in Puglia, nell'isola di Sant'Andrea a largo di Gallipoli, ed in Campania.
Lo status della specie in Campania è mutato dalla metà degli anni ottanta ad oggi: inizialmente rara ed irregolare (MILONE et al., 1989), svernante (SCEBBA, 1993), per divenire in seguito migratrice regolare e nidificante (FRAISSINET et al., 2003) grazie alla scoperta a metà degli anni novanta di un nucleo nidificante lungo le coste del Cilento .
La prima nidificazione è stata documentata nel 1994 nell'area costiera del Parco Nazionale del Cilento, mentre l'ultima è stata registrata nel 2001 con una coppia presso Costa degli Infreschi (Comune di Camerota, SA); nel 2002 osservata una coppia presso Capo Palinuro (Comune di Centola, SA), ma non si ebbe nidificazione (MILONE & FINAMORE, 2003). Contemporaneamente venivano osservati e documentati i primi individui, giovani ed adulti, in periodo estivo sull'isola di Ischia.

L'isola di Ischia è un campo vulcanico situato nella parte nord-occidentale del Golfo di Napoli (40.43N/13.54E), che si innalza per circa 900 m dal fondo del mare. L'isola ha una superficie di circa 46 Km2 (4633 ha), e dista dalla costa circa 10 km e circa un km dalla vicina isola di Procida. Raggiunge l'altezza massima di 787 m s.l.m., in corrispondenza del Monte Epomeo, situato nella sua parte centrale. Quest'ultimo non è un edificio vulcanico ma il risultato del sollevamento di rocce vulcaniche avvenuto negli ultimi 30.000 anni. La costa si estende per circa 34 km ed è principalmente una costa alta, molto accidentata e frastagliata. Essa è caratterizzata da promontori, punte e seni, soprattutto nella sua parte meridionale. La vegetazione, nelle prossimità della colonia, è quella tipica della macchia mediterranea, con specie annuali, erbacee ed arbustive adattate a vivere su suoli aridi ed a condizioni di elevata salinità.
Non si hanno notizie storiche in merito alla presenza in passato del gabbiano Corso nell'isola di Ischia. Questa nuova colonizzazione è certamente da correlare con la forte ripresa delle popolazioni di questa specie, riscontrata in molte parti dell'areale mediterraneo, soprattutto in Spagna.
Le osservazioni di Gabbiano corso su quest'isola sono state regolari negli anni, da prima del 2003 ad oggi. Nella primavera del 2006, invece, si decise di effettuare un monitoraggio sistematico, attualmente in corso, volto a studiarne l'effettiva consistenza numerica e chiarirne lo status locale. Da allora è stato possibile ricavare utili informazioni sulla biologia riproduttiva della specie, sulle tempistiche di occupazione dell'area, sull'utilizzo delle coste dell'isola di Ischia, sulla migrazione e sullo svernamento in quest'area. La colonia si insedia su una falesia a picco sul mare, in una baia protetta dai principali venti e ben distanziata dalle principali colonie locali di Gabbiano reale, Larus michahellis. I nidi sono stati localizzati a varie altezze della falesia e tra le conoidi di detrito, nascosti in anfratti rocciosi o tra erbe e arbusti.
Nel 2006 censite otto coppie nidificanti; tre di queste coppie hanno perduto i loro nidi a causa, probabilmente, di forti piogge avvenute tra la fine di maggio e la metà di giugno. Solo per 4 delle restanti 5 coppie si ha la certezza che abbiano prodotto dei pulli. Alla fine della stagione riproduttiva si sono involati 6 giovani, ed il numero massimo conteggiato di individui delle varie eta' è stato di 39 individui. Completato il ciclo riproduttivo, la colonia viene abbandonata ed in periodo invernale la specie frequenta la baia regolarmente anche se con un numero esiguo di individui, in genere uno o due, in volo ed in pesca diurna.
Dalla prima metà di marzo del 2007 i gabbiani sono tornati a rioccupare la stessa falesia per la nidificazione. La colonia si è accresciuta rispetto all'anno precedente: su 14 coppie che hanno deposto 12 hanno portato all'involo complessivamente 18 giovani, ed il numero massimo di adulti e sub-adulti conteggiato è pari a 50 esemplari. Il successo riproduttivo è collegato alle disponibilità trofiche dell'area. Il Golfo di Napoli e l'area marina del Canyon sottomarino di Cuma in corrispondenza del Litorale Domizio, indirizzo dei sistemi fluviali del Fiume Volturno e dei Canali dei Regi Lagni, sono aree marine particolarmente produttive che forniscono sufficienti risorse alimentari alla popolazione di questo gabbiano mediterraneo, che si nutre principalmente di pesce azzurro (Clupeiformi).
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