| Quaderni di birdwatching | anno IX - volume 18 - ottobre 2007 |
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Tornano Gian e Sofia, e, data l'ora tarda, decidiamo di andare in albergo. Ma a me non va giù di aver perso l'occasione di fotografare i tridattili, così recupero il binocolo "serio", la macchina con tele e monopiede, mi infilo un pile (visto il venticello freddo della sera) e decido di ritornare a cercarli. Provo prima su un tratto di spiaggia più a nord di dove li avevamo osservati (dato che questa era la direzione che avevano preso), ma invano. Decido allora di ritornare sul punto della prima osservazione. Posteggiata la macchina, punto il binocolo, ammetto con scarsa convinzione, ma la fortuna è dalla mia parte: i 3 sono di nuovo lì! Mi avvicino con cautela, quasi strisciando, e comincio a fotografare. Le bestiole cominciano a trottare verso sud, con quel loro buffo comportamento: mangiano ciò che trovano sulla battigia, anche se sembrano spaventarsi quando arriva l'acqua. Mi lasciano avvicinare parecchie volte, poi via di corsa, lasciando le loro caratteristiche impronte sulla sabbia. Quando mi decido di smettere di seguirli, dopo circa un'ora (quando fotografo perdo spesso la nozione del tempo), mi accorgo che ho fatto parecchia strada, e mentre la ripercorro per ritornare alla macchina, stanchissima, mi chiedo dove trovino tanta energia degli esserini così piccoli! Comunque l'emozione di un contatto così ravvicinato con i 3 piovanelli e il buon bottino fotografico mi ricompensano di tutta la fatica. |
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