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E ECCESSIVE ATTENZIONI GASTRONOMICHE hanno probabilmente contribuito in tempi storici all'estinzione della Cicogna bianca in Italia. Dalle citazioni di autori romani antichi sappiamo che questo splendido trampoliere nidificava in Italia e soprattutto a Roma, dove le carni dei pulcini erano molto apprezzate. Il cuoco Bartolomeo Scappi scrive nel 1570 che la Cicogna nidificava sui tetti di Milano, e deliziava il palato di quanti potevano assaporare le sue carni delicate. Nei secoli successivi, unica testimonianza dell'antica presenza sono rimasti numerosi toponimi e l'effige negli stemmi di alcune città.
Dopo il XVI secolo, bisogna aspettare il 1959 per tornare ad osservare nidificazioni in Italia, inizialmente nella parte nord-occidentale del paese. In seguito i tentativi di riproduzione sono stati sempre più frequenti, ma talora con esiti negativi, anche per la persecuzione degli esseri umani. La popolazione nidificante in Italia nel 2005 è concentrata soprattutto in Italia nord occidentale, in Italia nord orientale ed in Sicilia; il 90% delle nidificazioni è legata direttamente o indirettamente alla presenza dei Centri Cicogne.
L'arrivo dai quartieri di svernamento africani avviene tra marzo e maggio, mentre la migrazione post-riproduttiva ha inizio con la fine di agosto e si protrae fino ad ottobre. La specie utilizza per riprodursi soprattutto supporti artificiali quali tralicci della corrente, campanili, comignoli, nidi artificiali e tetti. La deposizione avviene tra aprile e maggio, e l'unica covata annuale è solitamente composta da 4-5 uova. L'incubazione dura 31-35 gg e l'involo avviene dopo 58-64 gg.
La Cicogna bianca si nutre principalmente di invertebrati, ma non disdegna anfibi, rettili, micromammiferi e qualche piccolo uccello. La ricerca del cibo avviene fino a 20 km dal nido. Gli ambienti utilizzati sono costituiti da incolti, baraggia, campi agricoli, aree umide.
Nella provincia di Foggia il primo tentativo di nidificazione si ebbe nel 1999 nelle campagne di Cerignola, città che curiosamente reca nel suo stemma una Cicogna con una serpe nel becco.
Le nidificazioni di questa coppia, che dal 2002 fino al 2004 sono avvenute su un fienile di una masseria confinante col Lago Salso, sono state filmate. Nel 2005, verosimilmente la stessa coppia, ha collocato il suo nido a qualche km di distanza, su un alto traliccio di media tensione dell'Enel; fino ad oggi si è riprodotta con successo con l'involo di 4 giovani ogni anno.
Nel 2007 una seconda coppia, di origine selvatica, si è insediata all'interno del centro faunistico del Lago Salso, probabilmente attirata dagli individui già presenti sul posto, ed ha portato all'involo 2 cicognini.
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