| Quaderni di birdwatching | anno IX - volume 17 - aprile 2007 |
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Per organizzare il nostro viaggio abbiamo scelto uno dei tour operator che opera in zona, utilizzando un volo charter e un soggiorno in un villaggio situato a 17 Km da Queseir, 100 Km da Safaga e 64 Km dall'aeroporto di Marsa Alam. La scelta di questo tipo di struttura è in un certo senso obbligatoria, perché lungo la costa esistono solo alberghi nella forma tipica del "villaggio", isolati dal mondo, che si affacciano sulle baie più belle, ma completamente circondati dal deserto. Il clima è stato naturalmente sempre bello, con temperature che hanno sfiorato i 40° C. Il caldo è comunque reso sopportabile dal basso tasso di umidità e da un bel venticello che spira durante tutta la giornata; le piogge sono rarissime. Il paesaggio è quindi completamente desertico e le uniche aree di verde con alberi fioriti si trovano nei villaggi turistici. Per le nostre escursioni abbiamo utilizzato una vettura affittata a Queseir, che ci ha permesso di organizzare i nostri itinerari e di poterci soffermare nei luoghi per noi più interessanti. Va precisato che in questa zona non è molto facile incontrare turisti "fai da te"; infatti, le escursioni sono normalmente organizzate dai villaggi, con pullman o con taxi. |
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L'uso della macchina ci ha anche permesso in molte occasioni di venire a contatto con la popolazione locale, che, soprattutto nei luoghi lontani dal turismo di massa, si è sempre dimostrata gentile e molto accogliente. Anche la polizia e i militari che si incontrano nei numerosi posti di blocco lungo le strade e all'entrata di ogni villaggio, dove è d'obbligo fermarsi, sono sempre stati disponibili e alla richiesta della nostra nazionalità ci hanno salutato con espressioni simpatiche e divertenti, quali "Italia uno" o "campioni del mondo". Il costo del viaggio è stato di € 1.550 per il soggiorno, € 300 per l'affitto macchina (una Hyunday di media cilindrata) dalla compagnia Spider Limousine a Queseir (tel. 0105892969: Ashraf). Il costo della benzina è irrisorio, circa 0.20 € al litro. Siamo partiti il 31 agosto 2006 alle ore 17.00 da Milano Malpensa-2 con volo GJ 1968 Eurofly e siamo arrivati all'aeroporto di Marsa Alam alle 22.30; l'Egitto è un'ora avanti rispetto all'ora solare italiana. Il transfer organizzato dal tour operator ci ha poi portato al villaggio Helioland, che si trova 47 Km a Nord dell'aeroporto, dove siamo arrivati alle 23.30 circa. Le osservazioni sono state effettuate nel villaggio, al mangrovieto a sud di Safaga, al mangrovieto di Hamata, a Bir Shalateyn, a Luxor e naturalmente lungo la costa del Mar Rosso.
Il villaggio dove abbiamo alloggiato è completamente immerso nel verde, con prati, siepi di hibiscus, ficus benjamina, palme ed acacie. Durante la settimana di soggiorno abbiamo osservato sia passeriformi in migrazione: Cutrettole (ssp. flava), Pigliamosche, Culbianco, Luì grosso, Bigiarella, Bigia grossa, Averla piccola, Upupa; sia uccelli residenti: Falco pellegrino, Tortora delle palme, Monachella testabianca e Corvo collobruno.
Qui abbiamo osservato: Nitticora, Sgarza ciuffetto, Airone guardabuoi, Airone schistaceo (molti i giovani), Airone rosso, Airone cenerino, Spatola, Falco pescatore, Gheppio, Falco unicolore, Corriere di Leschenault, Beccaccino, Piro piro culbianco, Chiurlo, Pettegola, Upupa, Rondine, Calandrella, Culbianco isabellino, Luì grosso, Averla piccola, Averla cenerina e Corvo collobruno. Gli Aironi schistacei osservati durante il viaggio erano quasi tutti bianchi (in percentuale circa il 98%), ne abbiamo visti solo due in morfismo scuro. Lungo la strada, da Safaga a Queseir, posati a terra sulla spiaggia in riva al mare: Gabbiano roseo, Gabbiano dal collare (Larus hemprichii, forse più conosciuto come Gabbiano fuligginoso), Sterna di Rüppell, Sterna maggiore e 4 Sterne di Berge (ssp. velox); ai bordi della strada Grandule coronata e Calandrella. |
Alla prima luce dell'alba, verso le 6.00, dopo aver percorso metà strada, siamo arrivati in prossimità del Wadi El Gimal, dove abbiamo visto ai bordi della strada 2 Lanari (ssp. tanypterus) e su un'acacia poco distante, 6 Tortore orientali (ssp. arabica). Proseguendo per ulteriori circa 60 Km si arriva a Hamata. Il mangrovieto di Hamata si trova 100 Km a sud di Marsa Alam ed è il più grosso della costa sud del Mar Rosso egiziano, la miglior località dove osservare, a fine settembre, il Droma. Vediamo Airone striato, Airone schistaceo, Falco unicolore, Falco pescatore, Droma (154 individui), Chiurlo piccolo, Chiurlo maggiore, Piro piro boschereccio, Pantana, Gabbiano occhibianchi, Gabbiano dal collare e Sterna zampenere.
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Proseguiamo il viaggio verso sud e superiamo la città di Berenice, circa 90 Km da Bir Shalateyn: da ora in poi solo deserto e piccoli avamposti militari. Sulla strada incontriamo Allodola beccocurvo ed in prossimità dell'ennesimo posto di blocco alcune Cappellacce. Circa 15 Km dopo Berenice una sorpresa: ai bordi della strada incontriamo una carcassa di dromedario su cui si alimenta un Avvoltoio orecchiuto.
Vicino agli accampamenti beduini ci sono alcuni dromedari morti e quindi è facile vedere, accanto alle carcasse, gli uccelli necrofagi: Grifone, Capovaccaio e Avvoltoio orecchiuto; comune anche il Corvo collobruno. La perlustrazione nel deserto di Bir Shalateyn ha permesso inoltre di osservare: Tortora delle palme, Canapino di Upcher, Culbianco isabellino, Averla maggiore beccopallido e Averla capirossa. Alle 14.00 lasciamo Bir Shalateyn e prendiamo la strada del ritorno. Le località di mare che incontriamo sono bellissime e la tentazione di bagnarci è molto forte (l'acqua è a 25° C).
Il 6 settembre partiamo all'alba dal villaggio (5.00) per Luxor. Non è possibile raggiungere la città di Luxor viaggiando da soli; bisogna recarsi a Safaga da dove, alle ore 7.00 e alle 9.00, parte un convoglio composto da militari, che fa da scorta ai turisti per tutti i 220 Km di strada da percorrere. Il nostro convoglio era composto da circa 60 automezzi tra pullman e furgoni, noi eravamo quasi gli unici con una macchina a noleggio. A circa metà strada, verso le ore 9.00, facciamo una sosta obbligata di circa 30 minuti, dove incontriamo donne e bambini beduini che sfoggiano i loro costumi per farsi fotografare. Alle 11.00 finisce il calvario, si arriva a Luxor, una delle località archeologiche più importanti dell'Egitto; la città della Valle dei Re e delle Regine, dei colossi di Memnon e del tempio di Karnak. Qui termina il convoglio. Abbiamo a disposizione 7 ore prima di ritornare verso Safaga, il convoglio riparte alle ore 18.00. Costeggiamo con la macchina la riva orientale del Nilo, verso sud, in direzione Assuan, fino al ponte che porta alla Valle dei Re. In questo tratto osserviamo Sgarza ciuffetto, Airone guardabuoi, le prime Garzette del viaggio, Nibbio bruno, Nibbio bianco, Gheppio, Gallinella d'acqua, Cavaliere d'Italia, Pavoncella armata, Mignattino alibianche, Tortora delle palme, Martin pescatore bianconero, Gruccione verde minore, Upupa, Rondine, Bulbul comune e Averla maggiore beccopallido. Gli uccelli più comuni sono Nibbio bianco, Martin pescatore bianconero, Gruccione verde minore. Decidiamo di visitare la Valle dei Re; fa molto caldo, la temperatura è di circa 40° C, ci caliamo in due tombe e quindi ritorniamo sulla sponda orientale del Nilo. Improvvisamente al bordo sinistro della strada, vedo un Occhione del Senegal; quasi incredulo prendo la macchina fotografica e scatto qualche foto. Ormai è arrivata l'ora del rientro e ci portiamo al punto di ritrovo della carovana. Arriviamo al villaggio alle 23.00. |
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Il 7 settembre, ultimo giorno di soggiorno, prima di consegnare l'automobile, decidiamo di visitare la spiaggia delle tartarughe o del dugongo di Ras Abu Dabab. Questa spiaggia privata, che dista dal nostro villaggio circa 80 Km, è veramente bella e la barriera corallina è facilmente raggiungibile a nuoto; ci siamo fermati soltanto due ore, nel pomeriggio ci aspettava l'aereo per il ritorno a casa. Purtroppo non siamo riusciti a vedere nè il dugongo nè le tartarughe, solo splendidi fondali e centinaia di pesci variopinti. |
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RINGRAZIAMENTI Grazie ad Andrea Corso, Ottavio Janni e Andrea Nicoli per l'aiuto nell'identificazione di alcune specie. |
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