| Quaderni di birdwatching | anno IX - volume 17 - aprile 2007 |
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di Silvio Bassi |
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Il secondo esemplare di Archaeopteryx fu ritrovato tra il 1874 ed il 1876 nel Blumenberg, vicino ad Eichstätt. Questa volta era presente un cranio intero. Con questo esemplare divenne chiaro che l'animale aveva caratteri sia da rettile che da uccello. Una particolare impressione derivava dal fatto che la mascella, a differenza degli uccelli attuali, recava numerosi denti. Questo esemplare, conservato al museo di Storia Naturale di Berlino, è leggermente più piccolo del primo ritrovato. Fu descritto completamente nel 1884 da Wilhelm Dames, e, in onore al mecenate che aveva finanziato gli scavi, Werner von Siemens, fu chiamato Archaeopteryx siemensi. Ad oggi tale specie non è riconosciuta e si attribuisce quest'esemplare alla specie che dà il nome al genere. Per il ritrovamento del terzo esemplare si dovette attendere fino al 1956. Lo scheletro mostrava poche novità rispetto ai precedenti; l'esemplare fu lasciato in esposizione al Museo di Maxberg fino al 1974, e quindi ritirato dal proprietario. Di questo esemplare si sono perse le tracce. Il quarto esemplare, ritrovato nel 1855, fu "riscoperto" nel 1970, in quanto, in assenza di fossilizzazione delle penne, era stato scambiato per un piccolo dinosauro carnivoro. Questo, assieme ad altre prove, portò il paleontologo John Ostrom alla formulazione della teoria che i parenti più prossimi degli uccelli fossero i Deinonychosauridae, un gruppo di dinosauri cui appartiene ad esempio il famoso Velociraptor apparso nel film "Jurassic Park". Anche il quinto esemplare non fu riconosciuto immediatamente come Archaeopteryx. Fu ritrovato nel 1951 vicino ad Eichstätt, ma venne riconosciuto solamente nel 1973 da Franz Xaver Mayr. Questo esemplare, il più piccolo mai ritrovato, rivelò alcuni dettagli del cranio che presentavano grandi analogie con quello dei dinosauri teropodi. L'esemplare venne attribuito ad un nuovo genere (Jurapteryx), ma oggi si pensa che si tratti in realtà di un giovane di Archaeopteryx. Lo stesso accadde al sesto esemplare, scoperto negli anni 60, ma riconosciuto solo nel 1988 da Peter Wellnhofer come Archaeopteryx. Si tratta del più grande esemplare mai trovato, che per alcune caratteristiche della coda nonché del bacino era stato attribuito alla nuova specie Wellnholferia grandis, la cui validità è però discussa. Il settimo esemplare fu ritrovato nel 1992, e consentì di notare alcuni nuovi dettagli, come le cosiddette piastre interdentali nonché la struttura del palato tipiche dei dinosauri teropodi. L'ottavo esemplare, frammentario, non ha dato contributi nuovi alla conoscenza, così come il nono, costituito unicamente dai frammenti di un'ala isolata. Nel 2005 arriviamo al decimo esemplare, di grande significato per la scienza. Questo fossile mostra nuovi dettagli, finora sconosciuti, che consentono un corretto posizionamento degli uccelli in relazione ai dinosauri teropodi. Le ossa del palato - Il cranio del decimo esemplare è eccezionalmente ben conservato e consente per la prima volta una sua visione dall'alto. Le ossa del palato si trovano ancora nella loro posizione naturale. Una di queste ossa, il Palatinum, ha una quarta sporgenza, presente nei dinosauri teropodi, ma più ridotta nell'Archaeopteryx, e che è andata perduta nel processo evolutivo, in quanto non si ritrova più negli uccelli attuali. Questa è un'evidenza filogenetica rilevante ai fini della posizione sistematica della specie. Il secondo dito - La superficie superiore della seconda falange del secondo dito dell'arto posteriore consente il ripiegamento della prima falange, con l'unghia, verso l'alto, come nel dinosauro teropode Deinonychus. Negli uccelli odierni il ripiegamento è invece verso il basso. Questo carattere distintivo permette quindi di stabilire una correlazione univoca tra Deinonychosauridae e Archaeopteryx. L'astragalo - In questo esemplare è per la prima volta riconoscibile l'astragalo, il cui processo ascendente conferma una volta di più quanto esposto ai punti precedenti in termini di relazione filogenetica. Negli uccelli attuali tale processo è fortemente ridotto. Questo particolare anatomico è correlato con l'andatura bipede dei precursori della specie. Il primo dito - In più questo esemplare mostra il primo dito dell'arto posteriore, non ancora completamente girato in senso opposto agli altri come negli uccelli attuali, anche se il processo di spostamento era già in corso. In conclusione, con questi caratteri, anche le ultime "caratteristiche" degli uccelli mostrano di essere caratteri condivisi tra dinosauri ed uccelli, come già commentato da Igor Festari su queste pagine (Quaderni di birdwatching numeri 7 e 8), in quanto, grazie agli ultimi ritrovamenti paleontologici, risulta chiaro che penne e furcula (il cosiddetto osso dei desideri) erano diffusi già tra i dinosauri teropodi ed ora nessun carattere divide più queste due classi, riunite oggi nel superordine Dinosauria. |
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GLOSSARIO Dinosauri teropodi: questa definizione copre un gruppo differenziato di dinosauri bipedi saurischi (aventi il bacino come i sauri attuali), così chiamati dall'impronta del loro piede (letteralmente piede di animale). Essi includono i più grandi carnivori terrestri mai esistiti, come il Tyrannosaurus rex, ma non tutte le forme erano giganti, ed in particolare non lo erano quelle cui si fa riferimento nel testo del presente articolo. |
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Ringraziamenti Si ringrazia il Museo di Scienze Naturali Senckenberg per la disponibilità dimostrata |
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