| Quaderni di birdwatching | anno VIII - volume 16 - ottobre 2006 |
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Le Falkland si trovano nell'Oceano Atlantico tra il 51° e d il 53° grado di latitudine sud, 450 Km a nord-est della Terra del Fuoco e a circa 1200 Km dall'estremità settentrionale della Penisola Antartica, pertanto consentono di osservare molte tra le specie tipicamente antartiche senza dover necessariamente raggiungere il quinto continente. Certo gli scenari antartici sono ben altra cosa, ma le Falkland in questo senso sono un "antipasto" di tutto rispetto. Si tratta di un arcipelago di circa 420 isole, che complessivamente occupano una superficie di ca. 12000 Kmq (meno della metà della superficie della Sicilia). Le due isole maggiori, East e West Falkland, occupano la maggior parte della superficie e sono disposte specularmene a richiamare la forma di una farfalla.
Siamo stati immensamente fortunati a poter usufruire da soli della cabin a Saunders Island, 6 posti letto disponibili e così da avere il "Neck" tutto per noi (cos'è il Neck? clicca qui o leggi con calma...), ma siamo stati ancor più fortunati ad essere stati ospitati nel "Virgin Hotel" di New Island, solo... 2 posti letto. Pensate, il proprietario dell'isola Tony Chater, nell'intera stagione primavera-estate 2004-2005, avrebbe concesso la visita a sole quattro persone, e due siamo stati noi, incredibile! L'aver programmato il viaggio con molto in anticipo si è rivelata una scelta vincente e questo episodio ne è la conferma. La preparazione dell'itinerario è stata lunga e laboriosa ed al tempo stesso entusiasmante, ma non particolarmente complessa. Entusiasmante perché via via che si acquisivano tutte le informazioni relative agli aspetti naturalistici delle Falkland ci si rendeva conto di quanto straordinario fosse, nelle previsioni, questo viaggio. Certo, quando ci si accinge ad effettuare un viaggio di tale importanza si è eccitatissimi e si fantastica su tutto quello che si spera di vedere, ma la cosa che ha reso questo viaggio irripetibile ed indimenticabile è proprio il fatto che la realtà ha superato di gran lunga ogni nostra più rosea previsione, quando abitualmente succede proprio il contrario. Acquisite pertanto le (pochissime!!!) guide disponibili, abbiamo messo giù un programma di massima individuando i siti che ci apparivano di maggior interesse. Abbiamo perciò pensato e deciso di costruire il "nostro viaggio", senza utilizzare alcun pacchetto precostruito. E' certamente stato impegnativo, ma non così come poteva apparire inizialmente. Le Falkland sono una meta lontana, ma comunque una meta che potremmo definire "europea". La parte più complicata era quella della programmazione degli spostamenti interni, tra le diverse isole, ma le opportunità offerte dalla rete ormai rendono semplice la realizzazione di ogni idea di viaggio. Di fatto, dopo che ci siamo resi conto che la nostra unica possibilità di raggiungere le Falkland era quella di volare con la Lan Chile, compagnia di bandiera cilena, e che i collegamenti dal Cile (Punta Arenas, Terra del Fuoco) con le isole erano solo settimanali, abbiamo cominciato a maturare l'idea di abbinare alle Falkland alcuni giorni di contorno in Cile. E che contorno! Documentandoci su internet siamo venuti a conoscenza della possibilità di effettuare, partendo da Valparaiso, uno tra i migliori pelagic trip al mondo; in seguito il programma prevedeva alcuni giorni nell'area del Parco Nazionale delle Torri del Paine, il parco più famoso del Cile e una brevissima puntata in Argentina per visitare il Parco Nazionale "Los Glaciares" con l'altrettanto famoso ghiacciaio Perito Moreno. Questa sarà l'ossatura del nostro viaggio, il pelagic trip, le Torri del Paine/Perito Moreno e... le Falkland. Non per volerci vantare, ma credo che non si potesse fare di meglio. Quando partire? Ovviamente il periodo più adatto è quello che va da ottobre a marzo, la primavera ed estate australe. Abbiamo a priori escluso i mesi climaticamente più favorevoli di dicembre e gennaio, quelli propriamente estivi, perché verosimilmente troppo... affollati, anche perché in concomitanza con le vacanze natalizie e di fine anno. Febbraio è certamente il mese in cui poter osservare le famiglie delle varie specie di pinguini e uccelli marini ed eventualmente assistere agli spettacolari involi dei giovani albatros. Noi abbiamo scelto il mese di novembre cercando di mediare le diverse esigenze, pensando che ci si potesse garantire la massima varietà dal punto di vista biologico ed etologico. |
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Di fatto la gran parte delle specie erano impegnate in una febbrile attività riproduttiva. Gli albatros avevano già deposto, ma molte coppie, forse costituite da individui giovani, erano ancora impegnate nei corteggiamenti ed in alcuni casi sono stati osservati degli accoppiamenti. Gabbiani e sterne si accingevano alla deposizione. I cormorani trasportavano incessantemente alghe ai loro nidi e solo pochi di essi avevano già le uova; al contrario, tutti i pinguini erano in cova e alla fine del viaggio abbiamo assistito all'esplosione di nascite dei Gentoo Penguins a Sea Lion Island. La gran parte delle oche e delle anatre avevano al seguito i pulli. A Sea Lion Island era ancora presente qualche grande maschio di elefante marino che solitamente lascia le colonie subito dopo il periodo degli accoppiamenti, in ottobre. Per l'organizzazione ci siamo appoggiati ad una agenzia delle Falkland (International Tour Travel) trovata attraverso il sito ufficiale del turismo (www.tourism.org.fk).Ovviamente non è nostro interesse fare pubblicità ad alcuno, ma sappiate che Sally Ellis, dell'International Tour Travel (ITT), si è dimostrata persona di grandissima affidabilità, esaudendo praticamente ogni nostra richiesta e rispondendo alle nostre innumerevoli email sempre molto cortesemente. Naturalmente il viaggio deve essere organizzato tutto ben prima, noi ci abbiamo pensato sei mesi prima! I pochi posti disponibili tendono ad esaurirsi molto velocemente (soprattutto nel periodo natalizio). Noi abbiamo avuto qualche difficoltà con i voli da Punta Arenas alle Falkland, e ci abbiamo pensato 4 mesi prima! C'è un solo volo settimanale e vi assicuriamo che da novembre a febbraio quei posti vanno a ruba. Alla partenza bisogna avere in mano tutte le prenotazioni, sia per i voli interni che per i pernottamenti. Un viaggio all'avventura sarebbe del tutto impensabile. Per la Patagonia si è preferito invece lasciare molto più margine all'organizzazione in loco. Abbiamo soltanto prenotato voli ed auto, attraverso i canali ordinari. Non abbiamo avuto nessun problema per i pernottamenti, anche non preventivamente prenotati, sia nei dintorni di Santiago e Valparaiso sia alle Torri del Paine. La prenotazione del pernottamento per le Torri si rende necessaria per chi volesse optare per il pernottamento all'interno del Parco, comunque estremamente caro. Sono pochi i posti disponibili e si rischia di non trovare alloggiamento senza la preventiva prenotazione. Anche i posti letto a Cerro Castillo, come si dirà più avanti, non sono tanti. Possiamo consigliarvi un'abitazione privata, da Margarita Cardenas Baez (margaritacb@hotmail.com): a prezzi bassissimi avrete una sistemazione bed & breakfast decente e confortevole. Nessun problema invece per Puerto Natales, ci sono parecchi alberghi disponibili anche se dovrete considerare almeno due ore di tragitto per raggiungere il parco. Quanto a Valparaiso, per il pelagic trip, abbiamo contattato l'Aconcagua Birding Trip (acobirdtrips@yahoo.com): Rodrigo ci ha organizzato un birding trip memorabile anche se forse un po' troppo costoso, ma alla fine ne è valsa la pena! A riguardo, forse questo è stato l'unico neo del viaggio, perché come poi ci si è resi conto, avremmo potuto e dovuto rivolgerci all'organizzazione, sicuramente più affidabile, Fantastico sur costituita dagli autori dell'indispensabile guida fotografica "Birds of Patagonia, Tierra del Fuego & Antarctic Peninsula - The Falkland Islands & South Georgia" (E. Couve & C. Vidal), che hanno costituito, ed è un esempio da imitare, un gruppo di birdwatcher-fotografi che organizza viaggi naturalistici e pubblica tra l'altro delle guide fotografiche molto ben fatte. Per saperne di più www.fantasticosur.com. Dunque... possiamo partire: dal Cile e dalla Patagonia alle Falkland, 5-30 novembre 2004. |
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Ma incredibilmente l'avventura continua. Il destino ha voluto riservare ad uno di noi (Andrea), la piacevolissima e inaspettata possibilità di tornare nel magico arcipelago. L'ente del turismo (Falkland Islands Tourist Board) insieme ad altri sponsor, bandiva, ed è stato un evento assolutamente unico, un concorso fotografico al quale potevano accedere tutti coloro che avevano visitato le Falkland, nel corso della stagione ottobre 2004 marzo 2005, e che non fossero fotografi professionisti. Il vincitore assoluto del concorso avrebbe vinto il biglietto aereo A/R da Londra per le Falkland. La partecipazione al concorso, tutte le fasi di selezione delle dia e l'attesa dei risultati hanno determinato un legame emotivo fortissimo, come se il viaggio non si fosse ancora concluso... e quindi dopo alcuni mesi, finalmente il responso ufficiale... e la pianificazione di un nuovo viaggio, 10-30 gennaio 2006, Falkland again!
Il viaggio ha avuto inizio con il volo della Lan Chile che da Milano, via Madrid, ci ha portato a Santiago. Con Lan Chile abbiamo volato benissimo ed a prezzi ragionevoli (circa 1600 Euro, dall'Inghilterra invece il volo diretto sarebbe costato quasi 2500 Euro!!!). Da Santiago ci siamo recati a Valparaiso dove abbiamo fatto due pernottamenti per dedicare una giornata al memorabile pelagic trip oceanico. La costa di Valparaiso (Con Con, Quintero), ad un centinaio di chilometri da Santiago, offre certamente l'opportunità di un piacevole soggiorno nella zona marina e turistica più importante del Cile, ma anche quella di "ammirare" eco-mostri di dimensioni continentali! La costa è letteralmente massacrata dal cemento! Per noi che siamo abituati alle brutture della nostra isola, la Sicilia, è stato quasi un sollievo. C'è chi ha fatto di peggio!
Specie osservate: Humboldt Penguin, Buller's Albatross, Albatro sopracciglio nero, Ossifraga, Hall's Giant Petrel (Northern Giant Petrel), Southern Fulmar, White-chinned Petrel, Pink-footed Shearwater, Procellaria del Capo, Berta grigia, Uccello delle tempeste di Wilson, Peruvian Pelican, Peruvian Booby, Neotropic Cormorant, Guanay Cormorant, Red-legged Cormorant, Falaropo beccosottile, Zafferano meridionale, Gabbiano di Franklin, Brown-hooded Gull, South American Tern, Inca Tern, Sterna elegante. Il giorno dopo, partenza e di nuovo aeroporto: Santiago - Punta Arenas. L'impatto con la Patagonia è sconvolgente. Lo spazio, il tempo sono dilatati all'infinito. Una terra senza confini, senza orizzonti, senza limiti, soltanto vento e libertà. Il programma del viaggio aveva previsto una sosta patagonica. Un modo per spezzare il lunghissimo viaggio e per assaporare il piacere di un paesaggio memorabile: le Torri del Paine. Il Parco Nazionale delle Torri del Paine si trova a circa 250 Km a nord di Punta Arenas. Il parco è totalmente monopolizzato da questa enorme e sconvolgente scultura naturale. I picchi si levano nettamente, senza indugi, su per il cielo specchiandosi nei laghi morenici che costellano l'intero parco. La fauna, contrariamente alla dura asprezza dell'ambiente circostante, è ricca e si lascia osservare senza timori. Qui la natura è sovrana. Noi sinceramente ammettiamo di essere dei birdwatcher atipici, interessati maggiormente ad osservare bei paesaggi e ambienti con uccelli... piuttosto che solo uccelli. Pertanto ci siamo goduti alla grande la maestosità degli scenari senza "stressarci" nel contabilizzare le specie di uccelli osservate. Molte le specie di uccelli acquatici osservati all'interno del parco tra queste: Fenicottero del Cile, Great Grebe, Black-faced Ibis, Black-necked Swan, Coscoroba Swan, Ashy-headed Goose, Flying Steamerduck, Torrent Duck, Chiloe Wigeon, Spectacled Duck, Red Shoveler, Andean Duck, ecc. Scarsi i rapaci: Cinereous Harrier, Black-chested Buzzard-Eagle, Crested Caracara e Falco pellegrino della sottospecie cassinii. La sosta a Cerro Castillo, il paesino alle porte del parco, è stata un'esperienza assai positiva. Permanere nel parco ci avrebbe evitato l'incombenza degli spostamenti (Cerro Castillo è a circa un'ora di auto), ma ci avrebbe anche tolto l'incommensurabile piacere di rapportarci con questa piccola, meravigliosa comunità, aperta, di gente semplice sorridente, disponibile ed accogliente come è altrove ormai assai difficile trovare. La sosta alle Torri del Paine è durata cinque giorni, uno dei quali è stato dedicato al Perito Moreno, in Argentina. Soltanto... 300 Km ci separavano da questo indescrivibile monumento della Natura, non potevamo non dedicargli qualche ora del nostro viaggio. Le poche ore di contemplazione che vi abbiamo potuto dedicare, nonché le straordinarie grigliate di carne, hanno reso ampiamente giustizia di un viaggio non tanto agevole e con i suoi momenti di pura e dura avventura (inenarrabile l'esplosione di un pneumatico in pieno deserto patagonico!). Il rientro a Punta Arenas è avvenuto dopo una sosta a Puerto Natales, ad un centinaio di Km da Cerro Castillo. Una cena a base dell'ottimo salmone cileno è una ragione più che degna per pensare ad un pernottamento in questa tranquilla e gradevole cittadina marittima della Patagonia meridionale.
L'impatto con le Falkland è decisamente inquietante. La base militare con la forte presenza di mezzi e uomini armati, dà la sensazione, per un momento, di essere piombati nel cuore di un conflitto. Ma niente paura, appena fuori dall'aeroporto, la guerra scomparirà come d'incanto e verrete irrimediabilmente ed immediatamente rapiti da un sogno, dal sogno della natura delle Falkland! Gli spostamenti tra le isole sono stati assicurati da piccoli velivoli a turboelica da 9 posti della F.I.G.A.S. (Falkland Islands Government Air Service). Niente paura, si sono dimostrati certamente più sicuri di tanti MD 80 o Boeing 737!!! E poi volano davvero in qualunque condizione meteo (dote che, lo scoprirete, alle Falkland è indispensabile). |
E' una meta da non perdere. La gran varietà di ambienti si riflette nell'elevato numero di specie residenti, ben 42. Raggiungibili a piedi dal lodge, alcuni specchi d'acqua ospitano praticamente tutte le specie di uccelli acquatici delle Falkland. Un alto cordone dunale separa gli stagni dalla splendida Elephant Beach, la più estesa spiaggia dell'arcipelago, dalla bianchissima ed impalpabile sabbia. A Pebble è possibile osservare sino a 6 specie differenti di pinguini: oltre ad i quasi ubiquitari Magellanic, Gentoo e Rockhopper Penguins, è possibile osservare qualche isolato King Penguin associato ai Gentoo, alcuni individui di Macaroni Penguins, rarissimo alle Falkland, e eccezionalmente un individuo di Erected-crested Penguin, presente sia nel novembre 2004 che nel gennaio 2006. Altro punto di forza dell'isola è quello di poter avvicinare una bella colonia di Ossifraghe, opportunità che non si ripeterà in nessun altra isola. |
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A Carcass Andrea ha potuto assistere ad alcune scene, piuttosto cruente, che hanno avuto come protagonista lo Striated Caracara, il famigerato Johnny Rook (come viene chiamato dagli isolani), ad ulteriore conferma di quanto sia straordinario questo rapace. Mentre era intento a fotografare e osservare i cormorani e tutte le specie che gravitavano attorno alla grande colonia, Andrea si è accorto di un caracara che aveva letteralmente rapito e trascinato di peso all'esterno un grosso pulcino di cormorano, provocando un gran trambusto. Raggiunta una porzione di terreno libero, il caracara ha definitivamente bloccato il malcapitato pulcino per staccargli la testa in pochi secondi e cominciare a divorarlo insieme al suo compagno, che lo aveva immediatamente raggiunto. Assolutamente incuranti di Andrea, i due rapaci si sono alternati nel fare a pezzi il cormorano e portare il cibo al nido ai loro piccoli. |
Da Carcass, solamente in estate (gennaio 2006), vengono effettuate delle escursione in barca per raggiungere la non lontana West Point Island. L'escursione merita di essere effettuata solo per la possibilità (ovvia) di osservare uccelli marini. Probabilmente sperare di trovare il mare calmo anche in piena estate è pura utopia, per cui bisogna adattarsi ad osservare gli uccelli in condizioni molto difficili, quasi proibitive per ottenere buone foto. Poche le specie identificate nel corso della traversata, una infinità di Slender-billed Prions, numerosi Common Diving Petrels, un Uccello delle tempeste di Wilson e gli immancabili albatros e cormorani. Molto belli i passaggi sotto le alte scogliere punteggiate di albatros, ma assolutamente deludente l'escursione sull'isola, che consente solo di osservare gli albatros e i Rockhopper Penguins che nidificano nel tussaco (Tussock Grass Poa (Parodiochloa) flagellata). Il tussaco è molto simile al nostro ampelodesma, ma molto più grande, raggiungendo anche i 3 metri di altezza. E' la pianta terrestre più importante delle Falkland, determinante per la sopravvivenza di moltissime altre specie, alle quali offre non solo riparo dal vento, e per la buona salute del suolo. L'introduzione del bestiame domestico ha praticamente causato la scomparsa quasi totale del tussaco, che sopravvive solo nei posti non raggiungibili da essi e in tutti quegli isolotti dove il bestiame non è stato immesso. In alcune isole il tussaco è stato ripiantato (Carcass, Sea Lion) o si stanno attuando programmi di piantumazione (New Island). Allucinante per le condizioni del mare il rientro a Carcass.
Il soggiorno in un lodge molto confortevole, la cospicua presenza di persone, qualche decina (cifra altissima per gli standard del nostro viaggio e delle Falkland in generale) ci hanno riportato ad una dimensione "civilizzata" che, non possiamo nasconderlo, al primo impatto abbiamo trovato persino fastidiosa! Naturalisticamente ciò che più attira sull'isola è la cospicua presenza di elefanti marini e la correlata stabile presenza nelle acque antistanti l'isola di una famiglia di orche dedita assiduamente alla caccia dei "puppies", i giovani elefanti marini. La straordinaria fortuna di poter assistere proprio sotto costa ad una di queste scene avrebbe già da sola ripagato l'intero viaggio. Tattica e strategia perfette, nonché la sincronia nello svolgimento dell'attacco dimostrano che le orche sono mammiferi dotati di grande intelligenza. Sull'isola nidificano Gentoo e Magellanic Penguins, petrelli giganti, Striated Caracaras e nei vari stagni svassi, nitticore e anatre di varie specie. Scenograficamente molto bella, anche se non vicinissima al lodge, una enorme colonia di Imperial Shags e Rockhopper Penguins. Sea Lion Islands ci ha anche regalato una chicca: quattro esemplari di Pittima dell'Hudson che, ci è stato riferito, costituiscono la seconda osservazione per l'isola. La tempesta di vento del giorno prima (50 nodi di vento teso e costante) era stata la causa di questo approdo accidentale. Non poteva mancare un sano momento di twitching per suggellare questo gran viaggio.
L'ultima tappa prima del rientro è stata Port Stanley la capitale, poco più di 2000 abitanti posta sull'isola orientale. Ci vogliono circa 3 di ore di fuoristrada per raggiungere la colonia di King Penguins, più di mille, di Volunteer Point. E' la colonia più numerosa delle Falkland molto coinvolgente per i suoi odori, rumori e colori che vi rapiranno, collocata nello splendido scenario di Volunteer Beach. |
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Dopo ben 26 giorni di vagabondaggio al sud del mondo, purtroppo il rientro! Mai viaggio di ritorno fu più terribile. Ci siamo imbarcati su quell'Airbus 380 della Lan Chile senza parole, senza commenti ma, entrambi con un grosso, soffocante nodo in gola. Lasciavamo in quei posti la nostra anima ed il distacco è stato lacerante. Ce ne siamo accorti ancora per parecchi giorni dopo il rientro.
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