| Quaderni di birdwatching | Anno VII - volume 14 - ottobre 2005 |
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Proseguendo il nostro viaggio ci addentriamo nel grande complesso delle valli da pesca: ex-lagune ora gestite per l'allevamento ittico e la caccia agli acquatici, con livello idrico, salinità e geometria interna controllati dall'uomo. L'acqua è salmastra, poco profonda, e suddivisa in grandi laghi centrali e anguste peschiere da un'infinità di barene ed arginelli molto graditi dall'ornitofauna. Si estendono per migliaia di ettari, tutte private e difficilmente accessibili; fortunatamente le cosiddette "vie delle valli" s'insinuano fra molte di esse, rendendone visibili settori significativi. Tra le più note ai birdwatcher si ricordano le valli Ca' Pisani, Bagliona, Scanarello, Chiusa e Ca' Zuliani. A fare da cuscinetto tra le fragili terre del Basso Polesine e un mare sempre più invadente, troviamo un paesaggio orizzontale e struggente: sacche, lagune e scanni. Le lagune, soggette a marea, sono orlate da sottili lingue sabbiose dalla geometria incerta, spazzate dal vento e occupate da poche piante pioniere, gli scanni. In questo settore incontriamo gli scanni Cavallari, Palo o Boccasette, e Gallo, sempre più aggrediti da erosione e inconsapevoli bagnanti. Le lagune che li ospitano sono la Cavallari, la Vallona e la Barbamarco. Vaste terre di bonifica si estendono ad ovest delle valli (ex-Valle Mea), piatte estensioni coltivate in modo intensivo, in grado però di attrarre al passo o in inverno interessanti migratori. Infine, un microambiente artificiale offre incontri interessanti: sono le vasche dello zuccherificio Eridania di Porto Viro, ai piedi della SS Romea e dell'argine del Po di Venezia. |
Essendo l'area di straordinaria valenza ambientale, ospita tutto l'anno grandi quantità di uccelli, soprattutto acquatici: immancabili gli ardeidi e i laro-limicoli, ma anche rapaci e Passeriformi a seconda delle stagioni. Presenze ormai familiari sono il Fenicottero e il Marangone minore. Il primo si distribuisce soprattutto nelle valli Ca' Pisani, Sacchetta e Canocchione-Moraro, con numeri elevati soprattutto in primavera ed autunno (fino a 5.000 individui); si tratta soprattutto di giovani, nati perlopiù a Comacchio e in Sardegna, ma anche in Francia e Spagna. Tra questi ha fatto la sua comparsa nel febbraio 2005 anche un Fenicottero minore. Il secondo ha colonizzato il Delta veneto a partire dal 2001, e ha raggiunto in pochissimi anni picchi anche di 2.000 individui; utilizza il Po di Maistra come roccaforte (è possibile osservarlo ad esempio nella golena iniziale del fiume), e le valli circostanti per alimentarsi. Percorrendo in auto la via delle valli, sostando sul bordo di una laguna o sull'argine del Po, ogni tipo di incontro diventa possibile. Negli ultimi 3-4 anni molte sono state le segnalazioni di rilievo, tra cui: Cicogna nera, Ibis sacro e Mignattaio lungo il Po, Gru nei coltivi (unica zona di sosta), Astore, Piro piro boschereccio e Mignattino piombato svernanti, Airone schistaceo, Gabbiano roseo e Mugnaiaccio nelle Valli, Airone bianco maggiore presunta ssp. modesta, Labbo in laguna, ecc... Una nota di colore: a fine estate nuvole di Topini "gravano" sui fili elettrici di Boccasette! In inverno decine di migliaia di uccelli acquatici occupano valli e rami del Po, facendoli diventare zona umida d'importanza internazionale (convenzione di Ramsar). Impressionante la quantità di anatidi, che ammantano di brunastro i laghi salmastri e le golene: in valle migliaia di Fischioni (fino a 50.000), Mestoloni e Germani reali, nelle lagune gli Smerghi minori, nel Po le Alzavole, le Canapiglie (fino a 2.000), le Morette e i Moriglioni (fino a 3.000). Tale presenza è ovviamente interessata da un'attività venatoria intensa, esercitata soprattutto il sabato, che ha in questo settore del Delta una delle sue zone più "calde". Anche tra gli anatidi è abbastanza frequente imbattersi in rarità, concentrate quasi tutte al riparo nel fiume (tutti i rami del Po sono a Parco dal 1997): Pesciaiola, Moretta tabaccata, Moretta grigia, Fistione turco, Smergo maggiore, Quattrocchi, Casarca, Oca lombardella, ma sopra tutti il Gobbo rugginoso (marzo 2004). Per godersi questo spettacolo è sufficiente percorrere la via delle valli: a sinistra valli come la Ca' Pisani, a destra il Po di Maistra. Lagune e valli più "marine" sono inoltre zona di frequenti segnalazioni di strolaghe e svassi, tra cui il collorosso e il cornuto.
Consigli per il birdwatching: se si decide di iniziare la giornata lasciando la S.S. Romea a Porto Viro, è consigliabile percorrere la strada arginale del Po anziché quella tra i campi. All'incile del Po di Maistra, in sponda sinistra, si trova una piccola golena dotata di torretta in cemento proprio di fronte ad un roost di Marangone minore; un po' più avanti, oltre il bosco allagato, si apre invece la golena attrezzata di Ca' Pisani, bella da fuori, ma visitabile anche all'interno (per orari e tariffe: 0426 372202). Circa a metà di via delle valli di Porto Viro si trova una piccola piazzola di sosta con una scaletta che permette di osservare Valle Scanarello; più avanti una prima torretta e poi una seconda (al momento pericolante perché danneggiata) per osservare Laguna Vallona a destra e le valli a sinistra, in particolare la Bagliona con le sue colonie di Caradriformi e spesso i Fenicotteri. Unico punto di ristoro lungo questa strada sono i bar e i due ristoranti di Porto Levante e Marina di Porto Levante, oppure si consiglia a Ca' Venier l'ottimo bar-ristorante "Dai Valligiani". Un nuovissimo ponte di barche consente poi di scavalcare il Po di Maistra nella sua parte terminale e di passare da Scanarello a Boccasette, per raggiungere la Foce del Po e lo Scanno Palo (collegato alla terraferma da un ponte), ottime zone per limicoli, sterne e gabbiani. Punti di ristoro a Boccasette. Da Pila invece partono solitamente i battelli per l'esplorazione delle foci del Po, uno splendido itinerario d'acqua. Anche il Po di Maistra è visitabile in barca, partenza da Ca' Tiepolo (escursioni nautiche: 0426 380314). |
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