| Quaderni di birdwatching | Anno VII - volume 13 - aprile 2005 |
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![]() di Emiliano Verza |
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È la laguna più vasta del Delta veneto (oltre 3.000 ettari), situata nel comune di Porto Tolle, nella parte meridionale del Delta: collegata con il mare e quindi con acqua salata, con profondità medio-bassa e canali per la navigazione; nella parte più a sud (Sacca di Bottonera) presenta fondali più bassi con apporto di acqua dolce. Attività economiche prevalenti sono la raccolta delle vongole e l'allevamento delle cozze nelle "peociare" (sorta di steccati in legno infissi nel sedimento), nonché la pesca. La zona attualmente non è compresa nei confini del Parco, quindi vi si caccia 5 giorni la settimana. Sul suo lato occidentale si trovano l'Oasi di Ca' Mello e il relitto di Valle Bonello, ultima testimonianza delle vaste valli salmastre che la circondavano completamente. Tali zone umide sono state progressivamente bonificate e convertite in campi estensivi quasi privi di vegetazione arborea (Bonifiche di Isola della Donzella), coltivati soprattutto ad erba medica e riso e solcati da fossi e canali. Tale somma di piatte estensioni coltivate e di vasta e placida laguna, crea un paesaggio ampio e malinconico, sempre spazzato dal vento e prezioso al tramonto. L'Oasi di Ca' Mello, compresa nel Parco, presenta acqua dolce, canneti ed arbusti e la rara pianta carnivora Utricularia sp. Data la posizione e la scarsità di vegetazione nei dintorni, rappresenta un incredibile punto di sosta per i Passeriformi migratori, tanto che al suo interno è stata attivata una stazione fissa di inanellamento. A sud la Sacca è bordata dalla parte terminale del Po di Gnocca o Donzella, una delle zone più selvagge rimaste nell'intero Delta: questa foce (detta "Bacucco") presenta vasti "bonelli" ricoperti di canneti estesi per 150 ettari, con tortuosi canaletti interni e chiari e uno scanno sabbioso a mare. Ospita il raro fiore Leucojum ed è compresa all'interno del Parco. |
Il modo migliore per visitare questa zona, e scovarne le "chicche", è di percorrere in auto la strada arginale che costeggia tutta la Sacca, "sbinocolando" in giro e fermandosi nei "posti buoni". Tra i gruppi di uccelli apprezzabili tutto l'anno spiccano ardeidi e rapaci, osservabili nei campi circostanti: la posizione sopraelevata della strada arginale (tutti i terreni sono al di sotto del livello del mare) permette un'ampia panoramica. Tutte le specie di ardeidi sono presenti: in particolare in periodo primaverile ed estivo Airone rosso, Nitticora e Sgarza ciuffetto a caccia in risaie e lungo i canali, e con la brutta stagione Tarabuso, Airone bianco maggiore e Airone guardabuoi nei campi, spesso dietro al trattore che ara! Nelle vicinanze sono anche presenti due garzaie: una all'interno dell'oasi di Ca' Mello, ed una più consistente in un'isola fluviale del Po di Tolle, osservabile in località Giarette (sotto ai cavi dell'alta tensione), tra Ca' Dolfin e Scardovari. Per quanto riguarda i rapaci, la zona è stata scherzosamente ribattezzata "rapaciolandia": in primavera-estate la zona è ottima per le Albanelle minori, in quanto vi nidificano negli incolti almeno 2 coppie e sono state osservate concentrazioni interessanti nella fase post-riproduttiva (fino a 25 individui insieme); qui si raggiunge una delle densità più elevate di coppie nidificanti nel Delta di Gheppio (su tralicci e ruderi) e Barbagianni, oggetto anche di uno specifico progetto di studio (sito web Provincia di Rovigo). Nel periodo invernale si trova la maggior densità locale di Albanella reale ed è frequente l'incontro con Pellegrino e Smeriglio (fino a 3 individui insieme); il Gufo di palude è presenza regolare. Il Falco pescatore si può incontrare a pesca nella Sacca tutto l'anno, in particolare da aprile a settembre nella parte meridionale. Da segnalare tra le rarità la Poiana codabianca e l'Aquila minore. Con la bella stagione, e soprattutto in autunno, la zona diventa interessante per la presenza di caradriformi in sosta. I limicoli sono più rappresentati nella parte meridionale (sempre che ci sia bassa marea!), ad esempio la Beccaccia di mare (fino a 160 individui) soprattutto da marzo ad agosto, l'Avocetta (1.000 individui, febbraio) o la Pittima minore (settembre).
Tra le altre specie acquatiche particolarmente interessanti va sicuramente ricordato il Marangone dal ciuffo, presenza regolare ed in aumento, osservabile tutto l'anno ma in particolare in tarda estate, con concentrazioni superiori a 20 individui su "peociare" e massicciate (da Ca' Mello verso sud). Segnalati inoltre Labbo (settembre-ottobre), Ibis sacro (dicembre), Mignattaio (ottobre e dicembre) e... Gru coronata. Capitolo a parte è costituito dai Passeriformi, particolarmente presenti presso l'oasi di Ca' Mello durante il passo post-riproduttivo: presso la stazione di inanellamento vengono catturati tra le altre specie Pettazzurro, Forapaglie macchiettato e castagnolo, Salciaiola, Bigiarella. Lungo tutto il lato occidentale della Sacca, da pochissimo tempo ha cominciato a nidificare la Passera sarda, con diverse decine di coppie, soprattutto nei pochi siti con copertura arborea, tra cui Marina 70 e la pineta di Cassella. Interessantissime nidificazioni avvengono nei canneti e sulle sabbie del "Bacucco" e della Bottonera: Canapiglia e Mestolone, Beccaccia di mare e Fraticello, Avocetta e Fratino, Airone rosso e Falco di palude. Ma la Sacca da il meglio di sé da novembre a febbraio, quando lo scenario cambia, e questo braccio interno di mare si trasforma in un "serbatoio" di specie nordiche. Di particolare interesse strolaghe e svassi: Strolaga mezzana (fino ad oltre 20 ind.; casi di estivazione) e con un po' di fortuna Strolaga maggiore (novembre), Svasso collorosso, Svasso cornuto, notevoli concentrazioni di Svasso maggiore e soprattutto Svasso piccolo, per il quale il Delta veneto è zona Ramsar (BON et alii, in stampa). Tra gli anatidi spiccano Quattrocchi, Edredone, Moretta grigia e Smergo minore (fino a 100 individui; casi di estivazione); a parte lo Smergo minore però, le altre specie sono occasionali, in quanto vessate da eccessivo disturbo venatorio e spesso vittime del bracconaggio. Nei campi sostano miriadi di gabbiani, tra cui il Gabbiano nordico e la Gavina, e nelle zone più tranquille Pavoncella e Piviere dorato (fino a 300 individui).
Il periodo consigliato è quello invernale: più freddo c'è e più animali si vedono! È importante avere un cannocchiale a disposizione, in quanto spesso di devono scandagliare vaste estensioni. Il metodo migliore resta quello di percorrere la strada arginale che corre lungo tutta la Sacca, da un'estremità all'altra; per cercare rapaci ed ardeidi si consiglia inoltre di addentrarsi nelle strade di campagna che percorrono in modo rettilineo tutte le bonifiche. Le strolaghe se ne stanno solitamente nelle parti settentrionale ed occidentale della Sacca, così come gli svassi; rapaci ed ardeidi invece si distribuiscono un po' ovunque; una delle zone migliori è quella attorno all'Oasi di Ca' Mello, grazie alla presenza di vegetazione spontanea e piantumazioni; una passeggiata sui bordi dell'oasi riserva sempre qualche sorpresa. è buona abitudine quella di cercare sulle "peociare" nell'acqua, dove si posano gabbiani e sterne. Con la bassa marea inoltre è consigliabile visitare le velme affioranti della parte meridionale alla ricerca di limicoli. Il giro in barchino o battello delle foci del Po di Gnocca è paesaggisticamente splendido, meglio se con piccola imbarcazione, con partenza solitamente da Gorino ferrarese. Da non dimenticare che a poche decine di km da qui si trovano altri gioielli naturalistici del Delta, quali le Valli di Porto Viro e Porto Tolle, e i rami del Po di Maistra e Venezia. |
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