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ITORALE ROMANO, l'inverno volge al termine, è iniziato il "ripasso", cioè la migrazione primaverile dell'avifauna. In questo periodo si possono fare osservazioni interessanti, specie accidentali o mai viste in zona, possono sostare per qualche ora o per giorni negli ambienti idonei.
È l'alba, mi trovo in un capanno di osservazione defilato nella vegetazione palustre e osservo l'acquitrino dove un gruppetto di moriglioni sonnecchia dondolando lentamente sull'acqua. Dopo circa un'ora il bagliore del sole conferma che la giornata sarà splendida, nel frattempo le anatre si sono spostate, ma io ci sono ancora, ormai faccio parte dell'ambiente. Da un vicino posatoio un Martin pescatore guarda con insistenza verso di me, mi ha certamente individuato e mi tollera quanto basta, ogni tanto con qualche evoluzione, vociferando con il "trillo" caratteristico, si mette in evidenza ricordandomi che mi trovo nel suo territorio.
Con il binocolo osservo in lontananza un Falco di palude che con ripetute picchiate si accanisce su un gruppo di Tuffetti, tentandone la predazione. Intanto odo nell'aria un fruscio che annuncia visite, sono visite alate! Improvvisamente compaiono tre Beccacini che si posano nel chiaro davanti al capanno, dopo qualche istante girano il capo, alzano una zampa e infilano il lungo becco fra le penne del dorso; sembrano stanchi, probabilmente sono in migrazione e avranno volato tutta la notte.
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