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ENEZIA, UNA GRIGIA GIORNATA DI FEBBRAIO. Come ogni giorno sto facendo birdwatching dallimbarcazione che mi riporta a casa dopo una giornata di lavoro in ufficio. Fino ad ora le solite specie.
Passando davanti a Piazza San Marco il mio sguardo è attratto da uno strano gabbiano, posato su di una tettoia assieme ad alcuni Gabbiani comuni, a non più di 15 metri di distanza da me. Punto il binocolo e ... non posso crederci. È una Gavina americana (Larus delawarensis)! Ricontrollo, incredulo, cercando di memorizzare le caratteristiche morfologiche; la prima impressione potrebbe avermi ingannato. Per fortuna si tratta di un soggetto adulto e tutto diventa più facile. Confrontato con i Gabbiani comuni (Larus ridibundus) che gli stanno vicino, appare di dimensioni maggiori, con corporatura più tozza, il grigio del mantello è in sostanza uguale, molto più chiaro rispetto a quello della Gavina (Larus canus); il becco giallo, piuttosto massiccio, mostra un evidente anello nero.
Ma liride dellocchio? Non dovrebbe essere gialla? Invece la vedo marrone chiaro
lentusiasmo si smorza. Cerco di ricontrollare ma sparisce alla mia vista, non è la Gavina americana a volare via, ma
accidenti
è il battello che sta ripartendo!
Così finisce il mio primo avvistamento di Gavina americana, tutto si è svolto in alcuni secondi, lasciandomi ancora incredulo. Decido di arrivare fino a casa per prendere la macchina fotografica. Purtroppo quando torno, circa mezzora dopo, dellamericana nemmeno lombra.
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