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A PRESENZA DI PICCOLI AIRONI o "garzette" (genere Egretta) dal piumaggio scuro, sembrerebbe essere ormai allordine del giorno nel bacino del Mediterraneo occidentale. Di fatto, lItalia, con oltre 50 esemplari osservati (più di 20 dallinizio degli scorsi anni 90!), detiene con Francia e Spagna il quasi completo monopolio europeo del numero di segnalazioni di questi animali.
Vista limportanza del nostro paese in Europa nellambito del dossier "garzette scure" e dato che tante parole sono già state spese su questo argomento senza aver tuttavia trovato una soluzione definitiva al problema, ho pensato di riassumere in questo articolo tutto ciò che dimportante è stato scritto in materia.
In particolare, ho voluto trattare la sistematica, la fenologia e lidentificazione delle garzette scure osservate nel nostro paese; alla fine dellarticolo, inoltre, verranno esposte in sintesi tutte le possibili conclusioni scaturite dallanalisi e dallelaborazione dei dati in nostro possesso.
Delle dodici specie di piccoli aironi del genere Egretta (in italiano, "garzette", vd. nota alla fine di questo paragrafo), almeno cinque possiedono piumaggi chiari e scuri allinterno della stessa popolazione, indipendentemente dalla variabilità geografica. Una di queste (Egretta caerulea, dal N America allArgentina) è biancastra da giovane per poi divenire scura nelladulto, mentre altre quattro (Egretta rufescens, N e centro-America; Egretta dimorpha, E Africa e Madagascar; Egretta gularis, Africa e SW Asia; Egretta sacra, dal SE Asia allOceania) esibiscono piumaggi chiari e scuri indipendentemente dalletà e completamente inter-fertili, chiamati "fasi" o "morfismi". Per questo motivo, tali specie sono definite "dimorfiche", ossia con due fasi di colorazione ben distinte.
Delle varie specie dimorfiche, solamente la Garzetta schistacea o Airone schistaceo (Egretta gularis) nidifica, benché marginalmente, allinterno della regione Paleartica occidentale, con due sottospecie tanto ben distinte morfologicamente da poter essere considerate allo-specie secondo il concetto di Specie Biologica (BSC). Le due forme sono le seguenti:
- Garzetta schistacea occidentale [Egretta (gularis) gularis]: diffusa lungo le coste atlantiche dellAfrica, dal Gabon al Banc dArguin in Mauritania.
- Garzetta schistacea orientale [Egretta (gularis) schistacea]: nidificante lungo le coste del Mar Rosso e dellOceano Indiano, dalla Penisola Arabica ed Africa orientale allIndia occidentale.
Ciascuna di queste due forme (che, per comodità, chiameremo gularis e schistacea) è stata osservata in Europa in varie occasioni; esse differiscono tra loro per laspetto e la frequenza relativa delle fasi chiare e scure (vd. identificazione).
La Garzetta (Egretta garzetta) è uno degli aironi più diffusi dEuropa, comune specialmente tutto attorno al bacino del Mediterraneo; essa, inoltre, viene osservata con sempre maggior frequenza a nord fino alle Isole Britanniche e Scandinavia meridionale.
Lesistenza di un "morfismo" scuro nella Garzetta, per lungo tempo ritenuta verosimile sulla base di osservazioni poco circostanziate (spesso riferibili, in verità, ad esemplari erratici di gularis o schistacea), sembra attualmente da escludersi con certezza. Non esisterebbe, infatti, alcuna prova inconfutabile (osservazioni sul campo, fotografie inequivocabili, esemplari conservati in pelle, ecc.) dellesistenza di tale fase di colorazione. Occasionali osservazioni storiche, effettuate in Israele ed India, di presunte Garzette scure nidificanti assieme ad esemplari tipici, sono state successivamente rivalutate in base allosservazione di coppie ibride E. garzetta x E. (g.) schistacea.
Il fatto che non esista realmente una fase scura di Garzetta non elimina la possibilità, pur remota, di esemplari anche solo parzialmente melanici. Lanalisi strutturale di tali individui e la loro esatta colorazione (che, nel caso del melanismo, dovrebbe apparire nerastra e non sfumata di ceruleo o di brunastro, come nella Garzetta schistacea) dovrebbero bastare a ravvisarne la vera lidentità.
NOTA: il taxon Egretta gularis è conosciuto in Italia con i nomi di "Airone schistaceo", "Airone gulare" o "Garzetta gulare". Il sostantivo "airone", a mio avviso, non è da considerarsi corretto, in quanto riferibile ad ardeidi di maggiori dimensioni (genere Ardea, Casmerodius, ecc.), mentre le varie specie del genere Egretta andrebbero chiamate tutte "garzetta", in modo da uniformare il più possibile il nome vernacolare alla tassonomia delle specie. Laggettivo "gulare", probabilmente riferito alla macchia bianca sulla gola del morfismo scuro, rappresenta litalianizzazione del termine scientifico e quindi ritengo che il binomio più corretto sarebbe "Garzetta schistacea" (questultimo termine, in italiano arcaico, si riferisce alla colorazione grigio-scura dellanimale e significa "del colore dellArdesia", pietra utilizzata nella produzione delle lavagne).
Oltre il 95% delle segnalazioni europee di "garzette scure" sono state compiute nel bacino Mediterraneo occidentale: lungo le coste della Spagna meridionale ed orientale, nel sud della Francia (Camargue) ed in Italia. Tali osservazioni sono aumentate in maniera esponenziale durante gli ultimi decenni, specialmente in Spagna (dove il numero di esemplari segnalati è passato da 3 o 4 nel 1991 a 49 alle fine del 2000), ma anche in Italia (con oltre 20 osservazioni effettuate negli ultimi 10 anni, per un totale di 50 e più) ed in Francia (con oltre 15 osservazioni negli ultimi 10 anni, per un totale di circa 40 segnalazioni accettate, alle quali si sommano una decina di menzioni meno circostanziate).
La Garzetta schistacea occidentale (gularis) è la garzetta esotica osservata con maggior frequenza e regolarità nel bacino del Mediterraneo. Essa proviene dalle coste atlantiche dellAfrica occidentale (a nord fino alla Mauritania) dove si comporta, generalmente, come un uccello stanziale o soggetto a locali nomadismi; alcuni esemplari, però, specialmente giovani ed immaturi, tendono ad errare verso nord, come testimoniato dalle numerose segnalazioni effettuate in Marocco (ma anche nelle Is. di Capo Verde, Is. Canarie, Is. Azzorre e, addirittura, Is. Bahamas), per poi penetrare allinterno del Mar Mediterraneo, forse nel tentativo di eludere le acque fredde dellAtlantico settentrionale.
Con una media attuale di 3-4 osservazioni annue (con punte di quasi 10 esemplari) in ciascun paese, Spagna, Francia ed Italia hanno sperimentato un fortissimo aumento delle segnalazioni, che sono passate dalle poche unità verso la metà del secolo scorso a diverse decine nel 2000. Lanalisi statistica dei dati sembrerebbe indicare un massimo di presenze tardo-primaverili ed estive (anche se si conoscono numerose segnalazioni in autunno e perfino in inverno), picco che ben coincide con laumento di segnalazioni di esemplari estivanti presso colonie riproduttive di Garzetta (Egretta garzetta). Fin dalla fine degli scorsi anni 50, infatti, si conoscono coppie miste garzetta x gularis nidificanti in zone umide di Francia e Spagna. Col passare del tempo tali osservazioni sono andate intensificandosi (ad es.: 6 individui estivanti e 3 coppie miste presso Valencia durante il periodo 1988-90; 1 coppia mista in Camargue nel 2001 e 2002; ecc.), con la conseguente apparizione di numerosi individui dal piumaggio scuro screziato di bianco, quasi sicuramente di origine ibrida (vd. identificazione). Due osservazioni di individui del fenotipo variegato, verificatesi in provincia di Venezia nel 2001 e 2002, starebbero ad indicare che la nidificazione di coppie miste è occasionalmente avvenuta anche nel nostro paese, fatto reso ancor più verosimile dalla presenza di gularis adulte estivanti presso garzaie, non solo nelle aree lagunari e deltizie del Veneto ma anche in altre regioni, come Emilia Romagna e Sardegna.
La Garzetta schistacea orientale (schistacea) è irregolarmente osservata nellEuropa sud-occidentale, soprattutto in Italia (con 16-20 segnalazioni accertate) ma anche in Francia (5-10) e Spagna (compreso un giovane in fase chiara). La scarsità di segnalazioni effettuate nei paesi dellarea balcanica (poco più di 10 tra Grecia, ex-Yugoslavia, Bulgaria ed Ungheria, quasi tutti riferibili a questa forma) potrebbe essere dovuta ad una grave sottostima a causa della scarsità di osservatori, oppure significare che gli esemplari della forma schistacea procedono preferenzialmente dalle zone di nidificazione del Mar Rosso lungo le coste settentrionali di Egitto, Libia e Tunisia, per poi irradiarsi verso lEuropa meridionale. Alcune segnalazioni storiche di questa forma, avvenute durante gli scorsi anni 80 e provenienti da Svizzera, Germania ed Austria, sono solitamente attribuite ad un piccolo numero di esemplari (non più di 18, secondo fonti autorevoli) importati dal Pakistan e dallAfrica orientale, e successivamente rilasciati o scappati dalla collezione di un ornicultore bavarese. Tuttavia, per quanto riguarda le osservazioni effettuate nellEuropa meridionale, la loro distribuzione geografica e temporale (lungo un ampio arco di tempo, che si protrae dal 1800 ai giorni nostri) fa pensare ad una prevalenza di individui di origine naturale.
La Garzetta schistacea occidentale (gularis) è piuttosto variabile dal punto di vista delle dimensioni; alcuni esemplari, infatti, sono chiaramente più piccoli della maggior parte di garzetta (come, ad esempio, un giovane osservato in provincia di Pavia nella primavera del 2001, il quale risultava, sul campo, chiaramente più piccolo e gracile delle Garzette circostanti), mentre altri individui, al contrario, sono nettamente più grandi e massicci. Anche dal punto di vista strutturale, questa forma presenta una certa variabilità: in effetti, la letteratura ornitologica attribuisce alla tipica gularis una struttura leggermente più massiccia della cugina europea, con becco più spesso alla base e a forma di "coltello" (con margine inferiore più o meno rettilineo e margine superiore arcuato verso la punta) e zampe mediamente più corte o robuste (specialmente il tarso). Tuttavia, la maggioranza degli individui sembrerebbe in realtà indistinguibile, sulla base della sola struttura generale, dalla Garzetta europea; in molti casi, infatti, le presunte differenze di dimensioni o proporzioni sono dovute più alla diversa colorazione che non a reali disuguaglianze.
La Garzetta schistacea orientale (schistacea) risulta, invece, mediamente più grande di garzetta e della maggior parte di gularis. Essa, inoltre, appare ben differenziata strutturalmente, essendo più massiccia e goffa delle altre forme, soprattutto per via di:
- zampe mediamente più spesse e corte, con tibia più lunga e tarso ridotto (e non sottili, con tibia corta e tarso molto più lungo, come in garzetta e molte gularis);
- piedi robusti e con dita lunghe, che risultano molto ben esposti dietro la coda durante il volo (e non piedi piccoli e gracili, che spuntano relativamente poco dalla coda in volo);
- ali larghe e decisamente arrotondate in punta, più da airone che da garzetta (e non ali sottili e delicatamente arrotondate);
- collo più spesso e sinuoso, frequentemente tenuto in postura "serpentina", a forma di S (e non sottile e molto angoloso a livello della giuntura mediana);
- testa grossa ed angolosa, con fronte digradante, vertice piatto e nuca ripidamente inclinata verso il basso (e non arrotondata e con nuca delicatamente smussata);
- becco, lungo massiccio e a forma di "coltello", ossia con margine inferiore quasi dritto e mandibola superiore progressivamente più arcuata verso lapice, che dà limpressione di essere meno sottile ed appuntito (e non a forma di "pugnale a doppio taglio", ossia con entrambe i margini debolmente incurvati verso lapice, e perciò ben più appuntito).
Il becco di gularis è sempre grigio-scuro o nerastro, come in garzetta, anche se a volte può presentare una sfumatura giallognola localizzata alla base della mandibola inferiore, come spesso succede anche nei giovani della cugina europea. Il colore delle redini, in questa forma, assomiglia a quello riscontrato nella Garzetta comune; infatti, si presentano solitamente piuttosto scure (da grigio-nerastre, come il becco, a grigio-verdastre o, addirittura, blu-scure), tranne che nei giovani (nei quali possono essere giallastre, giallo-grigiastre o bianco-lattiginose) e negli adulti in piena livrea riproduttiva (da giallo intenso a rosso sangue). Anche il colore delle zampe è solitamente lo stesso di garzetta, con tibia e tarso grigio-nerastri e piedi giallo vivo; occasionalmente, però, il giallo può risalire di più lungo la caviglia, fin quasi alla giuntura mediana. Nei giovani ed immaturi le zampe possono essere più chiare, con tonalità giallastre o giallo-brunastre, specialmente su tibia ed estremità inferiore del tarso.
La forma schistacea, al contrario, manca quasi del tutto di tonalità grigio-nerastre sulle parti nude. Il becco, infatti, si presenta tipicamente chiaro, spesso uniformemente giallastro, ma occasionalmente bicolore (con mandibola inferiore sempre giallo-carnicina o giallo-brunastra e quella superiore grigio-ocracea o brunastra con punta sfumata di giallo o biancastro); tendenzialmente, giovani ed immaturi hanno il becco un po più scuro e grigiastro degli adulti. Le redini sono chiare, giallastre o grigio-ocracee, ed appaiono solitamente omogenee rispetto alla base becco. Le zampe non presentano quasi mai la netta distinzione tra piedi chiari e ossa lunghe nere che si ritrova spesso in garzetta e gularis, essendo in genere uniformemente brunastre o grigio-verdastre (sia negli adulti che nei giovani), spesso più chiare lungo la porzione anteriore e al livello della giuntura mediana.
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