| Quaderni di birdwatching | Anno V - vol. 10 - ottobre 2003 |
|
|
![]() Veduta della foce del Simeto, inverno 1996 |
|
La Riserva Naturale "Oasi del Simeto", come delimitata dal sopra citato D.A. del 13/3/1984, occupa una superficie di circa 1850 ettari e si distende lungo la costa per circa 8 Km, con una profondità media di circa 2,3 Km. Essa è caratterizzata oltre che dalla foce del fiume, anche dalla presenza di altri ambienti tipici delle zone palustri che la rendono senza alcun dubbio la più diversificata tra le zone umide siciliane. Quali sono le aree da visitare allinterno della riserva? Innanzitutto proprio larea della foce che in ogni stagione può consentirci avvistamenti interessanti. Il periodo migliore è comunque quello invernale allorchè diminuisce notevolmente il disturbo antropico e nel quale possiamo vedere grandi concentrazioni di laridi svernanti. A riguardo sottolineo come la foce del Simeto insieme al vicino lago di Lentini (altro ben noto hotspot) sia una delle aree più importanti in ambito nazionale proprio per i laridi svernanti, per il Gabbiano comune ma soprattutto per lo Zafferano, il cui numero, certamente in incremento in questi ultimi anni, è probabilmente di oltre 2000 individui. Scrutando il mare è facile osservare Sule, Berte e Stercorari; sulla spiaggia Fratini e Piovanelli tridattili sono quasi onnipresenti. In autunno potremo osservare considerevoli gruppi di laridi e sterne in migrazione, Gabbiani rosei, Mignattini, Beccapesci, ma soprattutto molte Sterne maggiori. |
|
In inverno qui è possibile osservare discrete quantità di anatre svernanti, occasionalmente Oche selvatiche e Gru, Falchi di palude e Poiane con molta facilità; in estate raggruppamenti post riproduttivi di Germani reali e soprattutto di Morette tabaccate. Allinterno di terreni privati compresi tra la SS 114 ed il canale Buttaceto vi è il laghetto di C.da Torre Allegra, che merita di essere visitato solo nel periodo riproduttivo. Originatosi da una cava per l'estrazione della sabbia, al suo centro è presente un'isoletta ricoperta da un fitto boschetto di acacie nel quale si è insediata unimportante garzaia. Due Km a sud della foce del Simeto incontriamo il lago Gornalunga, alimentato dal canale Benanti, da non confondere con l'omonimo fiume, che confluisce nel Simeto fuori dei limiti della Riserva Naturale. Il lago è oppresso sia a Nord che, in modo più massiccio a Sud da due insediamenti residenziali; alcune di queste case sono state incredibilmente costruite dentro lalveo stesso del lago. Qui in inverno vedremo con facilità piccoli gruppi di Moretta, specie decisamente poco numerosa in Sicilia. Compresa tra la foce del Simeto ed il lago Gornalunga vi è una pineta, gestita dal Corpo Forestale che è stata impiantata sulle vecchie dune, soppiantando la macchia mediterranea originale. Visiteremo la pineta solo se vorremo incrementare la lista delle specie osservate con uccelli tipici di questo ambiente, Fringuello, Regolo, Cincia mora, Rampichino Per raggiungere il Gornalunga bisogna oltrepassare il Ponte sul Simeto e sempre sulla SS 114, in direzione Siracusa, dopo 2 Km circa, deviare sulla sinistra allaltezza del ristorante "Il Torero" ad un incrocio con lindicazione "Foce Benanti"; svolteremo con infinita cautela e dopo aver seguito il senso naturale della strada, incontreremo largine del Benanti dal quale faremo le nostre osservazioni sul lago. Il cuore pulsante della Riserva Naturale è, però, quella che noi chiamiano "la vecchia ansa". Si tratta del tratto terminale del Simeto avulso dal corso principale del fiume in seguito alla sua canalizzazione, decisa dopo la disastrosa alluvione del 1951. E questa la ragione per cui in certi testi potrà capitarvi di notare la dicitura "le foci del Simeto", perché difatto sono due, la nuova e la vecchia, di poco più a nord. Lintero tratto del vecchio corso del Simeto è lungo circa 1,5 Km; vi si riversano le acque dei torrenti Juncetto, oggi utilizzato come scarico fognario ed industriale, e del Buttaceto, entrambi arginati artificialmente. Questa è larea più isolata ed impenetrabile della riserva con fitti canneti e tifeti dove svernano la gran parte delle anatre della R.N., ma dove nidifica soprattutto il maggior numero di coppie di Moretta tabaccata. Qui, proprio per queste peculiarità ambientali è stato reintrodotto il Pollo sultano con varie immissioni di individui provenienti dalla Spagna (Albufera di Valencia), a partire dallottobre del 2000. Il progetto di reintroduzione dei Polli sultani, condotto dallI.N.F.S., dalla LIPU, con il patrocinio della Provincia regionale di Catania e della Regione Siciliana è stato un successo essendo già stati osservati vari casi di riproduzione. La vecchia ansa può essere raggiunta a piedi dallinnesto della tangenziale, seguendo una stradina che conduce ad una fattoria abbandonata; da qui vedremo i canneti circa 300 m dinanzi a noi. Nei campi coltivati che costeggiano il corso dacqua, in inverno, vedremo stormi talvolta consistenti di Pavoncelle e Pivieri dorati; nei canneti sverna regolarmente il Forapaglie castagnolo, più facile da sentire che da vedere. Terminata questa breve trattazione dellavifauna della foce del Simeto e dei punti più interessanti da visitare, non posso fare a meno, purtroppo di avvertire leventuale birdwatcher dei tanti mali che affliggono la R.N. La foce del Simeto è unarea agonizzante, assediata dallo sviluppo dellarea industriale di Catania ed ostaggio degli abitanti dei villaggi residenziali, sorti come detto tutti abusivamente. Non esiste alcuna forma di gestione dellarea, e la Provincia di Catania, lente gestore appunto, non fa assolutamente nulla, acconsentendo, di fatto, ad ogni sorta di abuso. Ad un birdwatcher "cardiopatico" sconsiglio pertanto la visita nellOasi. Io personalmente mi stò ammalando (!). La foce del Simeto è una Riserva naturale solo sulla carta. Si vedono abitualmente transitare barche a motore allinterno del fiume, fuoristrada e moto da cross sugli arenili, persone a cavallo che si addentrano ovunque, arei ed elicotteri che sorvolano larea a bassa quota, nugoli di persone che alle prime piogge raccolgono chiocciole in gran numero, persone che addestrano cani da conigli, rifiuti dovunque , insomma dentro la foce del Simeto succede di tutto e di più. Non è tollerabile che unarea protetta versi in queste condizioni, e lamarezza aumenta con la consapevolezza che modesti interventi ne potrebbero esaltare le potenzialità naturalistiche. Dovremmo "condannare" i nostri amministratori ad una visita alle aree protette del nord Europa per rendersi conto di come la protezione della natura abbia importanti risvolti sulleconomia locale, oltre che essere un importante strumento di valutazione di una società civile. Non voglio però scoraggiarvi più di tanto. Venite a visitare la foce del Simeto, non rimarrete delusi. |
|
|
© 2003, Quaderni di birdwatching Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale senza consenso scritto. |