| Quaderni di birdwatching | Anno V - vol. 10 - ottobre 2003 |
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![]() di Luciano Ruggieri |
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Invece, queste montagne neglette sono uno scrigno impressionante di biodiversità che deriva in parte dalla commistione di elementi floristici mediterraneo-montani con relitti glaciali di provenienza artico-alpina, in parte dalla morfologia stessa di queste valli a cavallo tra il mare e le Alpi. Il volume è un ottimo testo per chi voglia scoprire queste valli dal punto di vista naturalistico, una vera miniera di informazioni, molto dettagliate e spiegate in maniera non specialistica, ma principalmente divulgativa. Riccamente illustrato con fotografie sapientemente scelte non solo per la loro bellezza ma anche per cosa raffigurano, non è quel tipo di pubblicazione che rimane in biblioteca, ma anzi, è proprio quel testo che uno si porterebbe sempre durante unescursione. E suddiviso in capitoli che affrontano a 360° la natura di questarea appenninica: "Aspetti geomorfologici e paleontologici", "Valli e monti: il paesaggio (Val Nure, Val dAveto, Val Trebbia, Val Tidone, Val Staffora, Val Curone, Val Borbera, Valle Scrivia)", "Il clima e gli ambienti" ed è corredato di ben 22 itinerari escursionistici. Per quanto ci riguarda, qualche biotopo citato nel testo ci è in parte familiare: chi non è mai andato a fare birdwatching sulla Costa Pelata? O in Valle Scrivia a Villavernia? Aree xerotermiche che ospitano specie come la Sterpazzola, Sterpazzolina, Canapino, Calandro, Averla piccola, Tottavilla, Ortolano, Zigolo nero, tanto per citarne alcune? |
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