| Quaderni di birdwatching | Anno V - vol. 10 - ottobre 2003 |
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di Andrea Corso |
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Fig. 2-3 - Areale di nidificazione di Cutrettola testagialla orientale secondo Cramp, 1998. In Fig. 3 è indicato in rosso la recente espansione dell'aerale e i nuovi paesi colonizzati. A seguito di questa espansione si sono registrate numerose segnalazioni in Europa (inclusa l'Italia) e un loro trend nettamente positivo. | |||
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Cannaiola di Blyth e Cannaiola di Jerdon: stanno registrando anche queste due specie unespansione verso ovest degli areali di riproduzione. Il numero di segnalazioni, anche in Italia, è destinato a crescere ma trattandosi di silvidi di canneto bisogna cercarle attentamente e scrupolosamente. Il sempre più alto numero di Piro piro Terek osservati in Italia negli ultimi 10 anni potrebbe essere connesso alla colonizzazione della Finlandia da parte di questa specie e al graduale incremento del numero di coppie qui nidificanti. Altre specie che hanno fatto registrare un incremento nel numero delle segnalazioni a fronte di un incremento delle popolazioni nidificanti e conseguente espansione degli areali di svernamento (con avvicinamento allItalia) sono: Gabbiano di Pallas [Fig. 4-5] (Olsen & Larsson, in press), Gabbiano del Caspio (Olsen & Larsson, in press), Calandro maggiore [Fig. 6-7] (Corso & Copete, in press), Silvia di Ruppell [Fig. 18 della prima parte], Culbianco isabellino [Fig. 16-17 della prima parte]. |
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Fig. 4-5 - Areali di nidificazione (nero-giallo) e svernamento (nero azzurro) di Gabbiano di Pallas, secondo Cramp & Simmons, 1983. In Fig. 5 viene riportato (stessi colori) l'espansione degli ultimi anni (varie fonti) a seguito della quale la specie ha iniziato a svernare in vari paesi Europei (tra cui soprattutto la Sicilia). Non si conosce se gli individui che hanno colonizzato la Sicilia, i primi quindi a svernare, siano arrivati a seguito dell'espansione dei quartieri invernali che li ha spinti verso la Sicilia (in cerca di nuove aree idonee meno sfruttate e "affollate" - frecce blu) o se siano arrivati (e arrivino tuttora) direttamente dalle aree di nidificazione del Mar Caspio (freccia rossa). | |||
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Fig. 6-7 - Unico areale di svernamento del Paleartico Occidentale di Calandro maggiore secondo quanto indicato in Cramp, 1988. In Fig. 27 invece le nuove aree di svernamento conosciute e colonizzate negli ultimi 10 anni (a seguito di migrazione inversa?). | |||
Tramite lattenta disamina delle segnalazioni di alcune specie rare o irregolari in alcuni paesi, si può riuscire a risalire alla provenienza geografica di queste specie e fare delle speculazioni di distribuzione zoogeografica. Grazie alle segnalazioni di determinate specie rare in aree atipiche si possono formulare numerose ipotesi del come e perché siano arrivati fin lì e soprattutto, da dove arrivino. Vediamo alcuni esempi. |
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Poiana delle steppe: specie un tempo ritenuta molto rara in Italia con solo c.35 segnalazioni sino al 90, è stato provato essere invece un migratore regolare e svernante (in minor misura) con diverse decine di individui ogni anno (Corso, 1999a). E molto probabile che buona parte degli esemplari di passaggio in Italia sia attribuibile alle popolazioni dellEuropa nord-orientale. Alcuni individui però, mostrano un piumaggio riscontrato quasi esclusivamente in popolazioni ancora più orientali. Comunque sia, da che areale di svernamento arrivano? Praticamente tutta la popolazione migratrice di questa sottospecie passa per la Turchia (Bosforo e Borcka) e per il Medio-Oriente (in particolare Israele) e sverna dallEritrea, Sudan, Etiopia sino al Sudafrica [Fig. 5 della prima parte]. E possibile che gli individui che passano per lItalia svernino da qualche parte in Africa centrale o addirittura settentrionale, costituendo dei nuclei separati attribuibili alle popolazioni più occidentali della sottospecie? Larrivo preestivo di molti individui (in marzo ed aprile) farebbe propendere per una risposta affermativa, mentre le vulpinus che passano in maggio imbrancate con stormi di pecchiaioli potrebbero essere individui in abmigrazione delle popolazioni orientali (come confermato dal loro piumaggio)? |
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Aquila anatraia maggiore [Fig. 10]: dove hanno svernato gli individui osservati saltuariamente in migrazione primaverile a Messina? Sacro: le osservazioni regolari effettuate ogni primavera sullo Stretto di Messina (Corso, 2001), presuppone che un certo numero di individui, seppure molto esiguo, debba svernare da qualche parte in Sicilia o in Nord Africa [Fig. 11]. Allo stato attuale delle conoscenze, il fenomeno è quasi del tutto sconosciuto (sono solo pochissime le osservazioni di individui svernanti riportate per Sicilia e Tunisia). |
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Fig. 10 - In giallo l'areale riproduttivo di Aquila anatraia maggiore e in azzurro quello di svernamento. Le frecce rosse indicano il passaggio di alcuni individui in primavera in migrazione attraverso la Sicilia. Da quali quartieri invernali provenivano questi individui? Da zone di svernamento sconosciute in Sicilia, o in Nord Africa o in Africa centrale? |
Fig. 11 - In azzurro le possibili aree di svernamento degli individui di Sacro osservati ogni primavera in migrazione sullo Stretto di Messina. |
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Pecchiaiolo crestato: il numero elevato di individui osservati in Israele sia durante la migrazione autunnale che durante- e soprattutto- quella primaverile presuppone lesistenza di quartieri di svernamento africani o della penisola arabica del tutto sconosciuti alla scienza. Inoltre, dato il trend assolutamente positivo delle segnalazioni (dalla prima nel 1994 -Shirihai, 1994- a 109 nel 2002 -Granit, com. pers.) si può certamente anche parlare di trend positivo nelle popolazioni nidificanti ed espansione dellareale di nidificazione. Resta da documentare il passaggio di qualche isolato individuo anche in Italia (Stretto di Messina), arrivato per via di una abmigrazione, imbrancato con i pecchiaioli. Sono ad oggi infatti almeno 6 i Pecchiaioli crestati osservati a Messina (sia versante siciliano in primavera che su quello calabro in autunno 2002 (segnalazioni sino ad ora mai sottoposte ufficialmente al parere del COI per mancanza di prove fotografiche certe). Shrika: le segnalazioni di Shrika in Israele cosa vogliono dire? Si tratta di individui deviati dalle loro normali rotte di migrazione? O si tratta di un esempio di abmigrazione? In ogni caso, ciò presuppone che alcuni individui arrivino a svernare più a sud e molto più a est, di quanto sinora conosciuto. Sparviero levantino: le segnalazioni di individui appartenenti a questa specie, sia in Tunisia a Cap Bon (in migrazione verso la Sicilia in effetti) e sullo Stretto di Messina (2 omologate più 5 non sottoposte o non omologate) contemplano la possibilità che alcuni individui svernino più a occidente di quanto si suppone faccia la specie (i cui quartieri invernali sono comunque ad oggi davvero poco noti). O si tratta semplicemente di individui portati fuori della normale rotta (principalmente Israele) da altre cause (es. metereologiche)? Risulta difficile credere in questa ultima ipotesi data la grande distanza percorsa (lungo la quale il tragitto avrebbe dovuto essere corretto). Aquila delle steppe: sono diversi gli individui (sino a 11) che sono stati annualmente osservati in migrazione a Cap Bon (quindi in attraversamento del Canale di Sicilia e dunque verso la Sicilia/Italia) in diversi anni di studio (Dejonghe, 1980; Hein & Kisling, 1993). Questa fa presupporre a ragione che esista non solo una rotta di migrazione da studiare ad oggi sconosciuta, ma che debbano esistere anche dei quartieri invernali sconosciuti o poco studiati magari in Africa centro-occidentale. Falcone di Barberia: le segnalazioni di individui di questa specie in Sicilia e in Italia possono solo essere attribuite a fenomeni di dispersione post-giovanile in autunno o overshooting di adulti in primavera dalla Tunisia. Cio indica che ci deve essere una popolazione nidificante in Tunisia dove risulta non ufficialmente segnalato come nidificante. In effetti, però, a conferma di tale ipotesi, nel febbraio 2001, io e Carmela Cardelli osservammo una coppia in nidificazione su di alcuni monti vicino Tunisi e una coppia sulla penisola di Cap Bon. Solo grazie allo studio di questa specie come accidentale in Italia si è potuto formulare lipotesi, poi verificata, della possibile presenza di una piccola popolazione in Tunisia (essendo poche le segnalazioni italiane ritengo debbano essere poche anche le coppie ivi nidificanti) |
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Luì bianco orientale: le osservazioni di questa specie (Phylloscopus orientalis) in Italia, in particolare in Sicilia (dove risulta quasi regolare), nonché a Malta e Tunisia, farebbero ritenere che lareale di svernamento sia più esteso di quanto si pensi e che esistano nuclei svernanti non conosciuti ben più a ovest dellareale sino ad ora indicato fino al Sudan ed all'Etiopia (Svensson, 2002; Corso, 2002).
Come e perché gli uccelli arrivino in alcune aree dove magari non dovrebbero arrivare lo abbiamo spiegato. Il verificarsi di questi fenomeni è spesso correlato con eventi climatici ed ambientali. Ecco che grazie allo studio degli uccelli rari si possono studiare e capire anche i cambiamenti climatici e ambientali che sono in corso nel nostro paese e a livello globale. Per quanto riguarda cambiamenti ambientali di vasta portata, si può addirittura ipotizzare tramite lo studio del disorientamento nella migrazione di alcune specie accidentali (linversione nella polarità nel cervello degli accidentali e gli errori di navigazione in genere) la possibile sempre più frequente anomalia nel campo magnetico terrestre, dovuta a tendenza allinversione di poli della terra, allinquinamento magnetico eccessivo dovuto ai ripetitori militari e per la telefonia ecc.
Per i fenomeni sopra indicati specie che risultano essere irregolari, rare o accidentali in una nazione possono negli anni cambiare il proprio status fenologico e diventare dei migratori e/o svernanti regolari. Questi cambiamenti risultano molto interessanti da studiare e devono certamente essere seguiti allo scopo di poter definire correttamente e delineare con certezza liter del cambiamento fenologico nonché stabilire correttamente lo status della specie interessata. |
![]() Usignolo maggiore all'Isola d'Elba, settembre 1994 - foto Franco Trafficante |
Un altro risvolto assolutamente importantissimo della segnalazione di una rarità è quello di protezionismo. In occasione dellarrivo di un uccello raro in unarea, infatti, si possono organizzare raccolte fondi per progetti di protezione della fauna (cosa che avviene regolarmente in paesi del nord Europa), si possono far conoscere riserve naturali poco pubblicizzate e poco conosciute, scoprire nuovi siti da proteggere (posti precedentemente poco frequentati e poco conosciuti, grazie alla presenza in zona di numerosi birdwatchers possono rivelarsi ricchi di fauna e degni di protezione!), divulgare attività di associazione per la protezione della fauna e della natura in genere. Inoltre, durante tali occasioni, è inevitabile la nascita di discussioni sulletica di andare in campagna, sulla necessità di sensibilizzazione del pubblico e degli stessi osservatori, sul come apporsi al bracconaggio e simili.
Unaltra delle ragioni per cui losservazione di una rarità, e la sua presenza in un determinato sito, si rivela importante è la possibilità di usare questa presenza come motivo di turismo ambientale e di conseguenza come risorsa economica. Inevitabilmente, la presenza di un accidentale in unarea attrae centinaia, in alcuni paesi migliaia, di birdwatchers. Questo flusso è una forma di vero e proprio turismo con tutte le realtà economiche connesse: se ad esempio laccidentale si trova dentro una riserva naturale gestita, gli appassionati accorsi da tutta Italia (e come visto negli ultimi tempi anche da fuori confine) pagheranno il biglietto dingresso costituendo una immediata e ampia fonte di reddito per la riserva. Inoltre, tutte queste persone in una zona spenderanno nei locali circostanti per i pasti o per gli acquisti vari. Una rarità può portare questi turisti speciali in zone dove non ci sarebbe ragione alcuna che ci siano visitatori, in città sperdute o di scarso interesse e in locali poco frequentati. Per quegli uccelli rari che per qualche ragione risultino regolari in determinati siti localizzati, si possono organizzare in tali località vere e proprie escursioni guidate mirate. Esempi per lItalia, possono essere gli Zigoli golarossa in Toscana o i Gabbiani di Pallas e i Calandri maggiori in Sicilia. Se unarea risulta ben conosciuta e famosa per il numero di rarità che vi si possono trovare, ogni anno nel periodo più idoneo alla scoperta arriveranno centinaia di ricercatori di accidentali; questi non solo forniranno un apporto alleconomia locale, ma possono essere organizzati e gestiti da associazioni e guide locali specifiche. Levento, regolare, costituirà unoccasione di creare lavoro.
"Data on vagrant passerines were collected from records maintained at the Massachusetts Audubon Society" (Veit, 2000). |
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