| Quaderni di birdwatching | Anno IV - vol. 7 - aprile 2002 |
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Dal punto di vista zoogeografico, è situata al punto di incontro delle regioni Paleartica e Afrotropicale e offre unincredibile mescolanza di uccelli di entrambe. In totale, ospita qualcosa come 830 specie ma, cosa più rilevante, è la patria di non meno di trenta specie endemiche, che diventano ancora di più se si considerano anche quelle che, seppure sono non limitate a questo solo Paese, hanno una distribuzione molto ristretta o si possono considerare endemiche della regione abissinica. E sorprendente che una buona parte di queste specialità sia costituita da specie di grandi dimensioni e, spesso, dalle caratteristiche molto peculiari: molte di queste sono non-passeriformi e tre costituiscono generi monotipici.
Non è il genere di paese dove consiglierei di progettare un viaggio "fai-da-te", anche se questo è certamente possibile, avendo un po di esperienza nel campo. Piuttosto, suggerirei a chi volesse visitarlo di prendere parte ai viaggi di birdwatching che vengono organizzati dai tour operator specializzati, inglesi o scandinavi. Per questo motivo, accennerò solo brevemente ai vari siti importanti, senza dare indicazioni su come raggiungerli o come muoversi. Gofarsa Questo lago artificiale, che crea uninteressante zona umida alle porte della capitale, rappresenta il battesimo del birdwatching in Etiopia e lincontro con i primi uccelli endemici: Ibis caruncolato, Oca aliceleste, Rallo di Rouget, Zampagrossa dellAbissinia, assieme a un gran numero di migratori paleartici, anatre e limicoli. Debre Libanos e Jemmu Valley La valle del Nilo Azzurro si apre a nord-ovest di Addis Abeba, con poche ore lungo una strada che sarà, sperabilmente, in condizioni migliori nel prossimo futuro. Il canyon formato dal fiume è di per sé spettacolare, ma secoli di insediamento umano hanno ormai eliminato le foreste originarie, tranne che nella piccola area che circonda il santuario di Debre Libanos, luogo sacro dove la foresta è stata rispettata, tanto che ora rappresenta unisola in mezzo ad un oceano di campi di cereali e piantagoni di eucalipti. Essendo un sito religioso, per accedervi bisogna ottenere un permesso da parte dei sacerdoti del santuario. Vi si incontrano facilmente una serie di specie molto ricercate: nella foresta Barbuto barrato, Sassicola di Rueppel, Turaco guancebianche, Rigogolo testascura, Pigliamosche ardesia abissino; nelle aree aperte Ibis caruncolato, Calandrella di Erlanger, Storno beccobianco. E molto altro ancora. E facile vedere il Babbuino Gelada, anchesso endemico. Il fondovalle ospita il Francolino di Harwood. Ankober La zona attorno al villaggio di Ankober, che viene visitata alla ricerca dellomonimo Verzellino, si trova poco più di 200 km a nord di Addis Abeba. La strada è asfaltata e quindi molto buona, secondo gli standard locali, ma ciononostante ci vogliono più di tre ore per percorrerla tutta. Le pendici dellescarpment, cioè del vertiginoso pendio che precipita dallaltipiano verso le pianure, sono uno spettacolo da mozzare il fiato. Parco Nazionale di Awash Situato circa 200 km a nord-est della capitale, alla quota media di 1.000 metri, dove gli altipiani digradano verso le savane dellAfrica centrale, offre in pieno il gusto del birdwatching africano. La biodiversità è grandissima, anche se le vere specialità sono poche (ma sono tra le più enigmatiche: Sassicola modesta e Verzellino golagialla). Laghi della Rift Valley I laghi della Valle del Rift (Ziway, Abijatta, Langano, Awasa) costituiscono unarea di primaria importanza per lo svernamento degli uccelli del Paleartico, oltre che per lavifauna africana: pellicani, fenicotteri, cicogne, aironi, anatre, limicoli, gru, sterne, gabbiani, tutti in numeri notevoli. E milioni di Cutrettole, di tutte le sottospecie, forme e varianti. Wondo Genet Non molto distante da Shashemane, circa 300 km a sud di Addis; ospita una varietà di specie di foresta, tra le quali gli endemici Pappagallo facciagialla, Inseparabile alinere, Rigogolo testascura, Picchio abissino, Rondine di Antinori e Rondine di Kaffa. In alcuni punti, la foresta intatta ha il fascino di una vera e propria giungla, con pappagalli, turachi e scimmie vocianti. Parco Nazionale delle Bale Mountains Da Shashemane, la strada si spinge penosamente verso est per circa 200 km (che richiedono quasi una giornata di guida), superando passi di 3.600 metri di quota, fino ai villaggi di Dinsho e Goba, nel mezzo del Parco. Qui le foreste di altitudine sono molto meglio conservate e, ai nostri occhi europei, suscitano uno strano ricordo dei boschi alpini svizzeri. A sud di Goba si estende la stupefacente Harenna Forest, vastissima e ancora conservata quanto inesplorata, le cui parti più elevate, esposte allincontro delle masse daria umida che risalgono dal Mar Rosso, sembrano le magiche foreste degli elfi, incrostate di muschio e ingemmate di licheni pendenti. Qui, le specie di foresta includono Picchio abissino, Uccello gatto dAbissinia, Cincia nera dorsobianco, Rigogolo testascura, Pigliamosche ardesia abissino. |
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Francolino di Harwood Francolinus harwoodi (Harwoods Francolin) Rallo di Rouget Rougetius rougetii (Rougets Rail)
Pavoncella abissina Colomba dal collare bianco Inseparabile alinere Pappagallo facciagialla Poicephalus flavifrons (Yellow-fronted Parrot) |
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Turaco di Ruspoli Tauraco ruspolii (Ruspolis Turaco) Gufo dellAbissinia Asio abyssinicus (Abyssinian Long-eared Owl) Barbuto barrato Lybius undatus (Banded Barbet) Picchio abissino Dendropicus abyssinicus (Abyssinian Woodpecker)
E molto probabile che lareale originario di questo piccolo picchio, legato alle foreste di ginepro e di Hagenia, sia stato drasticamente ridotto, parallelamente alla sostituzione delle foreste con le piantagioni di eucalipto. Scarsa frequenza e comportamento elusivo lo rendono difficile da osservare; inutile dire che ben poco si sa delle sue abitudini e della sua biologia. Noi abbiamo avuto la fortuna di trovare un nido attivo, con gli adulti che trasportavano cibo ai nidiacei, nella fiabesca Harenna Forest, alla quota di circa 2.800 metri e poi un secondo nido con entrambi gli adulti affaccendati alla costruzione nella foresta di Goba, alla stessa quota. In un articolo apparso nel 1999 su Alula, Hadoram Shirihai, pioniere del birdwatching in Etiopia, definisce questa specie "never been illustrated properly"; questo tanto per dare il giusto rilievo alla foto che siamo in grado di presentare. |
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Allodola di Erard Mirafra degodiensis (Degodi Lark) Allodola del Sidamo Heteromirfra sidamoensis (Sidamo Lark) Calandrella di Erlanger Calandrella erlangeri (Erlangers Lark) Rondine codabianca Hirundo megaensis (White-tailed Swallow) Zampagrossa dellAbissinia Macronyx flavicollis (Abyssinian Longclaw) Sassicola rupestre alibianche Thamnolaea semirufa (White-winged Cliff Chat) Sassicola di Rueppel Myrmecocichla melaena (Rueppels Black Chat) Sassicola modesta Cercomela dubia (Sombre Rock-chat) Pigliamosche ardesia abissino Dioptrornis chocolatinus (Abyssinian Slaty Flycatcher) Uccello gatto dellAbissinia Parophasma galinieri (Abyssinian Catbird) Cincia nera dorsobianco Parus leuconotus (White-backed Tit) Rigogolo testascura Oriolus monacha (Black-headed Forest Oriole) Corvide di Zavattari Zavattariornis strasemanni (Strasemanns Bush Crow)
Corvo abissino Corvus crassirostris (Thick-billed Raven) |
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Storno beccobianco Onychognatus albirostris (White-billed Starling) Canarino testanera Serinus nigriceps (Black-headed Serin) Verzellino groppone giallo Serinus xanthopygius (White-throated Serin) Canarino di Ankober Serinus ankobernis (Ankober Serin) Verzellino golagialla Serinus flavigula (Yellow-throated Serin) Verzellino di Salvadori Serinus xantholaemus (Salvadoris Serin) Verzellino dalle tre strie Serinus tristriatus (Brown-rumped Seedeater)
E endemico non propriamente della sola Etiopia ma dellarea abissinica, essendo presente anche in Eritrea e in parte della Somalia. E anche probabilmente il più diffuso e comune; addirittura, si potrebbe dire che sostituisce il Passero, occupandone quasi la stessa nicchia ecologica. Infatti, è presente dovunque, ed è particolarmente abbondante nei centri abitati. E stato il primo endemico che abbiamo osservato nel nostro viaggio, nelle aiuole del parcheggio alluscita dellaeroporto. Di certo non colpisce locchio per la livrea, anche se il sopracciglio chiaro è sempre molto evidente. Astro lineato Pytilia lineata (Lineated Pytilia) |
Oltre ad una tale abbondanza di specie endemiche (sono ben 33, fino a questo punto), più o meno rare o dallo status incerto, ma la cui posizione sistematica è ormai (quasi) generalmente accettata, ne esistono alcune altre di cui si mette in dubbio persino lesistenza. Una, addirittura, della quale non è mai stata pubblicata una descrizione e non ne esiste neppure un esemplare in nessun museo. Succiacapre del Nechisar Caprimulgus solala (Nechisar Nightjar) Rondine di Antinori Psalidoprocne antinorii (Brown Saw-wing) Rondine rupestre dEtiopia Hirundo sp. (Ethyopian Cliff Swallow)
Se siete arrivati a leggere fino qui, con instancabile tenacia, complimenti. Lelenco delle specie, fino a questo punto, è stato ben lungo. Ma non è tutto qui. Infatti, lEtiopia offre anche la possibilità di incontrare tutta una serie di specie che, anche se non si possono definire rigorosamente endemiche di questo paese, hanno una diffusione che, al massimo, include alcune delle aree confinanti e poco più: i cosiddetti "quasi-endemici". E poi ancora i numerosi specialisti degli ambienti dalta quota i quali, seppure presenti altrove in Africa, trovano nellEtiopia il loro areale principale, oppure presentano una distribuzione frammentata, limitata ai principali massicci montuosi di Etiopia e Kenia. Insomma, oltre agli endemismi, un birding tour in Etiopia offre la possibilità di mettere sulla propria check-list un buon numero di specialità ricercate e altrimenti difficili. |
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